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Racconti di ordinaria intraprendenza.

martedì, 25 giugno 2013

Younivocal: start up marchigiana contro la contraffazione

Da un’idea innovativa di 3 giovani intraprendenti nasce un’impresa digitale molto promettente.






team

“Lavoriamo otto ore in azienda e, quando usciamo dall’ufficio, dalle sei alle due di notte, ci dedichiamo alla nostra startup. Tutti i giorni, weekend compresi”. C’è determinazione nelle parole di Francesco Di Genova, trentenne, CEO e founder di Younivocal (www.younivocal.com), startup marchigiana, selezionata tra i dieci migliori progetti (su 600 totali, provenienti da ogni parte del mondo) al concorso Changemakers for Expo 2015, promosso da Telecom Italia ed Expo 2015.

 

Un’idea innovativa, oggi diventata concreta, che si basa sulla volontà di combattere la contraffazione, supportando la tracciabilità dei prodotti, attraverso un’etichetta unica, non riproducibile e interattiva, capace di entrare in contatto con i dispositivi tramite un’App, per dare la possibilità all’utente (in questo caso l’acquirente finale) di capire se il prodotto che si vuole acquistare è veramente autentico.

Il progetto lancia lo sguardo anche all’estero ed è portato avanti da un team che, oltre a Francesco, è composto da Andrea Pace, cofounder e CTO di Younivocal, ed  Elisa Antognini, Communication Manager.

 

Com’è nata l’idea di Younivocal – La startup ha mosso i suoi primi passi solo pochi mesi fa, nel mese di gennaio 2013, complici una casualità e la scoperta di un’esigenza concreta. “L’idea è nata quasi per caso, da un’esperienza che ha visto protagonista un nostro collega – spiega Francesco – Fin da quando era ragazzo, questa persona ha sempre comprato abbigliamento di una marca specifica e un giorno, dopo aver acquistato e indossato un giubbino proprio di questa marca, ha avuto la sensazione che quel capo fosse falso, nonostante il costo elevato. Da lì è partito tutto: io e Andrea abbiamo pensato a cosa avremmo potuto fare per trovare una soluzione a questo problema, che non è così isolato come si può pensare. Da subito abbiamo iniziato a studiare per capire quali soluzioni erano presenti nel mercato e i loro punti di forza e di debolezza e successivamente abbiamo sfruttato il nostro know how nella sicurezza informatica, dando vita a questo prodotto.”

 

Il progetto – Il sistema è basato su un’etichetta interattiva, con un certificato internazionale che attesta l’impossibilità di riprodurre le informazioni contenute all’interno. “Questo garantisce l’impossibilità di riprodurre un’etichetta uguale a quella che produrremo noi – sottolinea Francesco – Sono presenti altri strumenti sul mercato per combattere la contraffazione, ma non sempre danno una sicurezza totale sull’autenticità del prodotto: da un lato c’è il QRcode, per il quale la debolezza è data dal fatto che siamo in presenza di carta e quindi è fotocopiabile, e dall’altro esistono soluzioni basate su codici che vengono stampati direttamente sulle etichette oppure sul prodotto stesso, ma anche in questa situazione si può incorrere nel pericolo di merce contraffatta. Per quest’ultimo caso, ad esempio, al fine di controllare l’unicità di un prodotto, viene richiesto di inserire (tramite un sistema web) il codice della merce e dove è stato acquistata: così facendo, vengono associati codice e negozio. Il punto debole riguarda il fatto che il forte della contraffazione è all’interno dello stesso negozio e un commerciante potrebbe comprare una borsa originale (con codice originale) e poi acquistare altre dieci borse false, falsificandolo con lo stesso codice. Quindi, dall’interazione risulterà che tutte le borse sono originali.

 

Con l’etichetta che produrremo noi, invece, questo non sarà possibile e in aggiunta diamo la possibilità di verificare l’autenticità del prodotto offline, facendo interagire – tramite un’App – il telefono e l’etichetta, senza passare attraverso una connessione dati.

 

Inoltre, dietro all’etichetta abbiamo creato un sistema di engagement: quindi, nel momento in cui l’utente interagisce con la nostra etichetta, oltre a capire se il prodotto è autentico o meno, potrà ottenere, ad esempio, informazioni da parte del brand, come l’ultima novità del momento, consigli, oppure la storia del prodotto. L’azienda può sviluppare questo sistema in funzione dell’utente e delle proprie esigenze (si potrà, ad esempio, associare anche l’utente con Facebook, per creare campagne di marketing settorializzate).”

 

Il futuro di Younivocal – Uno sguardo all’estero, la presenza di investitori, i riconoscimenti ottenuti e la preparazione per la vendita del prodotto alle aziende (ad esempio, grandi marche del settore della moda): Younivocal è pronta per i prossimi passi. “Attualmente ci stiamo focalizzando sullo sviluppo del prodotto – continua Francesco – : l’App è già stata sviluppata per Android, mentre a breve la svilupperemo per Windows e Blackberry. Attenderemo ad avviare lo sviluppo per IOS perché la Apple non ha ancora realizzato un cellulare con la tecnologia NFC (utilizzata, ad esempio, per i micro-pagamenti con il cellulare). Per quanto riguarda gli investimenti, invece, abbiamo contatti molto stretti con due investitori privati: un investitore ufficiale ha deciso di partecipare al progetto ed entrerà a breve e un altro ha mostrato un forte interesse ed è pronto per salire a bordo.

 

Inoltre, siamo stati contattati dalla Commissione Europea, in particolare dalla sezione Anticontraffazione, e dovremmo incontrarli a breve per parlare con loro di questo progetto: non sappiamo ancora in che termini, ma si tratta di un’ottima opportunità, come la partecipazione (su invito), nel mese di luglio, a un evento importante organizzato da Cucinelli, uno dei più grandi produttori mondiali di cashmere.”

 

 

Guarda la Video presentazione di Younivocal.

 

di Jessica Malfatto
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