Welfare Aziendale

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sabato, 25 marzo 2017

Nestlé Italia: un welfare aziendale condiviso e partecipato divenuto modello da emulare

Intervista a Elisabetta Dallavalle, Company Welfare Manager del Gruppo Nestlé Italia.






Sede Nestlé Assago _ Giardino Interno

Alla Nestlé prendono molto sul serio il welfare aziendale. Molti i progetti e le iniziative sviluppate sia dal punto di vista del “paniere welfare” che dell’organizzazione del lavoro rimodellata e ispirata ai principi della conciliazione dei tempi vita-lavoro. La famiglia, la crescita personale di ciascun dipendente, l’interazione con il territorio e il contesto sociale sono alcuni dei tratti distintivi del concetto di welfare aziendale in Nestlé. Ne parliamo in modo approfondito con Elisabetta Dallavalle, Company Welfare Manager del Gruppo Nestlé Italia. Ma prima vediamo un po’ di numeri sul colosso alimentare svizzero.

 
Nestlé è l’azienda alimentare leader nel mondo: con 436 stabilimenti e circa 335.000 collaboratori distribuiti in oltre 150 Paesi, il Gruppo si impegna nella produzione e distribuzione di prodotti per la Nutrizione, la Salute e il Benessere delle persone. Nata a Vevey in Svizzera nel 1866, l’azienda ha 150 anni di storia. Grazie a 40 centri di R&D nel mondo – tra i quali Casa Buitoni in Italia – Nestlé può contare infatti sul più grande network privato al mondo di ricerca applicata alla nutrizione. La storia del Gruppo Nestlé in Italia inizia nel 1875, quando viene depositata a Milano l’etichetta “Farina Lattea Nestlé, alimento completo per i bambini lattanti”. Negli anni, l’incontro tra Nestlé e la tradizione gastronomica italiana si è rivelata un connubio di successo, che ha visto il Gruppo valorizzare a livello internazionale importanti marchi italiani come Buitoni, Baci Perugina e Sanpellegrino, rinnovandoli per farne un simbolo del made in Italy nel mondo. Oggi il Gruppo opera nel nostro Paese con diverse realtà: Nestlé Italiana, Sanpellegrino, Purina, Nespresso, Nestlé Nutrition e Nestlé Health Science, Nestlé Professional e CPW sono le principali e assieme impiegano quasi 5.000 dipendenti in 11 stabilimenti (oltre alla sede centrale di Assago) per un fatturato totale di circa 2,3 miliardi di euro nel 2015.

 

La vostra azienda ha adottato piani di welfare? Se sì qual è la motivazione di fondo che vi ha spinti ad adottarli?


Da sempre tratto distintivo della filosofia aziendale e priorità per il Gruppo è l’attenzione alle proprie persone, che Nestlé considera la sua risorsa più preziosa e con il welfare aziendale abbiamo individuato numerose attività che possano aiutarle a conciliare la loro vita professionale con quella familiare. Una strategia, quella del Company Welfare Nestlé integrata nella più ampia strategia delle Risorse Umane, che tiene conto della traiettoria del ciclo di vita e della convivenza tra le diverse generazioni. In un momento di radicali mutamenti economico-sociali va da sé che tenere conto a questi due aspetti sia per il nostro modello di Welfare Aziendale di fondamentale rilevanza. Tra gli elementi distintivi, verificati anche in fase di audit (vedi Family Audit), vi sono la capacità di saper cogliere le sfide e le esigenze di un ambiente di lavoro costantemente in evoluzione questo ha presupposto la messa in campo di nuove strategie e iniziative concrete per supportarle. Oggi, il Welfare di Nestlé, è aperto al territorio con il quale dialoga, collabora, cerca sinergie, stringe alleanze. Il Welfare in Nestlé è sempre più partecipato e condiviso. Da alcuni anni il Gruppo Nestlé Italia promuove una gestione del personale improntata ad un idea di crescita delle persone e di sostenibilità del lavoro in termini di benessere, nella consapevolezza che la crescita professionale è legata anche e soprattutto alla crescita personale. Ci preme dunque far emergere uno stile di gestione e di conduzione che prevede un modello di welfare aziendale che si lega ad una politica di gestione del personale specifica. Tale politica si occupa di offrire sostegno e aiuto ad ogni collaboratore in ambito professionale, personale, famigliare e sociale lungo il loro ciclo di vita.

 

Quali sono i contenuti dei piani di welfare aziendale che avete adottato fino ad oggi?
La crescita della dimensione conciliativa è un punto strategico per lo sviluppo delle persone che operano in azienda ma anche della commercializzazione e della strategia di presenza nei luoghi sociali e nelle comunità in cui Nestlé risiede e si muove. Inoltre, su indicazione della Presidenza del Consiglio/Dipartimento delle politiche per la famiglia ci sottoponiamo volontariamente all’Audit di certificazione, siamo state tra le prime aziende alimentari ad essere state scelte e ne andiamo davvero fieri. Nel tempo, grazie anche a questa nostra adesione, siamo divenuti un punto di riferimento per organizzazioni private e pubbliche interessate a migliorare le proprie politiche di gestione delle risorse umane e l’organizzazione del lavoro, orientandole alle esigenze familiari del personale. La nostra Azienda, con l’adesione al percorso sperimentale di certificazione Family Audit ha favorito il miglior equilibrio nella gestione dei tempi di vita lavorativa con i tempi della vita privata e familiare di ciascuna delle nostre persone. La certificazione FA ci ha permesso di continuare la nostra politica di sviluppo di attività e di strumenti specifici sulla conciliazione famiglia lavoro, da un lato consolidando misure già in essere, dall’altro promuovendo misure nuove e innovative. Orari flessibili e personalizzabili, sostegno alla mobilità, valutazione delle perfomance, servizi al personale, sono alcuni degli strumenti più importanti di conciliazione famiglia – lavoro, certamente molto graditi dalle persone del Gruppo Nestlé in Italia.

 

Il Family Audit all’interno del Gruppo Nestlé Italia è concepito come crescita culturale e attività di promozione sociale di sostegno alla Famiglia, nelle sue differenti sfaccettature, e alla conciliazione. Tutto questo si è inserito nelle politiche industriali e nelle strategie complessive di business, con l’obiettivo di fare della conciliazione Famiglia Lavoro un’attività normale e virtuosa, capace di sostenere nella pratica lo sviluppo professionale insieme a quello umano e sociale, promuovendo il cambiamento. Inoltre, abbiamo sistematizzato le nostre pratiche conciliative nel contempo, dando consapevolezza alle nostre persone che si sentono impegnate, ingaggiate e coinvolte in una strategia, quella del Welfare Aziendale Nestlé, riconosciuto di eccellenza. La situazione attuale dell’organizzazione vede un nuovo modello di gestione del personale e delle relazioni industriali che negli ultimi anni, anche grazie alle rilevazioni Audit ha prodotto una filosofia diversa e innovativa, in cui il welfare aziendale ne è una parte integrante. La volontà è stata quella di passare da una organizzazione per linee gerarchiche ad una organizzazione orizzontale piatta. La conciliazione vita lavorativa-vita familiare rappresenta uno dei cardini di questo modello. Le molte iniziative già in corso e le politiche messe in atto si inseriscono in una volontà di costruire un Welfare aziendale interno innovativo e attento alle esigenze professionali e personali delle persone.

 

Può spiegarci nel dettaglio le principali iniziative in tal senso?
Solo per citare alcuni dei progetti innovativi messi a punto con questo sistema, riprendiamo di seguito alcuni esempi concreti.

Il congedo di paternità –  Siamo stati i primi nel 2012 ad aver introdotto in Italia i 15 giorni di congedo di paternità pagato al 100% (in più rispetto ai 3 che già riconoscevamo ai nostri lavoratori). Facendo volontariamente proprie le indicazioni del Parlamento Europeo, Nestlé vuole – con questa iniziativa – contribuire all’affermarsi di un nuovo modello culturale che non escluda il padre dalle emozioni e dalle responsabilità che sorgono alla nascita di un figlio e che non contribuisca a ridurre gli ostacoli che, spesso, la madre si trova a dover superare per poter riprendere proficuamente la propria attività lavorativa e professionale. Nestlé vuole dare il proprio contributo ad un “ribaltamento” dell’approccio alle Pari Opportunità. Un approccio che, grazie ad una più equilibrata condivisione delle responsabilità genitoriali all’interno della famiglia, favorisca la valorizzazione della maternità e della paternità come elementi centrali del benessere e della crescita umana e sociale delle persone e non – come purtroppo troppo spesso accade nel mondo lavorativo – come situazioni che possano incidere negativamente sullo sviluppo professionale. Oggi oltre 214 neo papà che ne hanno usufruito.

Dall’orario flessibile passando per il Telelavoro – Correva l’anno 2010, sino al Lavoro Agile e allo SmartWorking: oltre i confini dell’ufficio, verso una gestione autonoma del tempo lavoro. Solo per comprendere sono oltre 13.500 le giornate di lavoro agile fruite nel solo anno 2016.

“Progetto 90 giorni” (marchio registrato) Junior Camp Nestlé   Quando le scuole chiudono Nestlé apre le porte ai figli dei suoi dipendenti, e sempre sull’onda del Valore Condiviso, oggi il progetto è divenuto patrimonio del territorio grazie alla nascita di una Alleanza che vede dialogare pubblico e privato è stato stretto un Protocollo d’intesa “Welfare in Comune” tra il Comune di Rozzano e 11 delle Aziende pubbliche e private che abitano il territorio della cintura metropolitana Assago-Rozzano proprio per favorire le pratiche di conciliazione vita-lavoro.

Company Welfare Manager –  Siamo tra le prime aziende in Italia ad aver introdotto nel Team delle Risorse Umane una figura professionale specificamente dedicata al tema, alla promozione e all’attuazione delle iniziative di conciliazione famiglia – lavoro a favore dei dipendenti dei diversi siti italiani.

 

Com’è stato accolto dai dipendenti? Si è trattato di una scelta unilaterale dell’azienda oppure di un accordo sindacale?
Il nostro percorso è stato percepito come elemento di sistematizzazione e di rilancio dell’Azienda rispetto alla filosofia attenta alla qualità del lavoro, alla conciliazione di bisogni famigliari, personali e sociali dei lavoratori nonché di porre attenzione ai partner locali e territoriali. Durante le indagini interne sul sentiment dei nostri dipendenti dopo l’adozione di questa strategia, alla domanda specifica – se l’azienda mi dia delle opportunità per quello che riguarda l’equilibrio vita personale e vita lavorativa – è stato rilevato un incremento positivo negli anni che supera di gran lunga il 50%. Per quello che riguarda l’ambiente e la capacità dell’azienda di considerare la diversity a tutto campo, che innanzitutto è quella delle idee, i dipendenti valutano questo aspetto come positivo all’ 81%. – i dipendenti ci hanno riferito: Nestlé è un’azienda nella quale ci sentiamo accolti, sostenuti e valorizzati. Ci riconosciamo in essa e apprezziamo gli sforzi messi in campo quotidianamente. La nostra azienda ci supporta nel raggiungimento di un ragionevole equilibrio tra la vita lavorativa e la vita personale e fornisce un ambiente lavorativo aperto alle differenze di background culturale o di stili di vita – e alla richiesta di provare a trasformare in racconto aziendale il loro sentiment verso la Nestlé dove lavorano da diverso tempo e nei diversi settori Finanza, Vendite, Stabilimenti, Risorse Umane etc. ci hanno risposto – Se dovessimo sintetizzare con un concetto la Nestlé diremmo che è un’ azienda avanti nei tempi in termini di conciliazione vita-lavoro e di strumenti che ne certifichino nel lungo periodo l’efficacia e l’efficienza. Senza dubbio è stata un precursore di queste tematiche in Italia. 
Per quanto riguarda il Sindacato è per noi parte attiva in questo processo. Abbiamo adottato una metodologia strutturata per ascoltare e raccogliere le esigenze specifiche dei lavoratori che operano nei diversi siti sparsi sul territorio italiano, per favorire la progettazione di iniziative mirate rispetto ai bisogni espressi. Il processo viene gestito in collaborazione con le RSU di ciascun sito e con il coinvolgimento attivo delle organizzazioni sindacali. Tra i benefici che abbiamo potuto cogliere vi sono sicuramente la riduzione del turn-over e/o dell’assenteismo, ma ciò che più ci sta a cuore e che abbiamo rilevato, a fronte degli sforzi messi in campo, è il benessere organizzativo, che si traduce in reale migliormento del clima aziendale e che permette di innalzare il grado di attrattività e di permanenza aziendale.

 

Quali iniziative per il futuro? Si tratta di una scelta strategica nella gestione delle risorse umane?
Assolutamente si continua ad essere una scelta strategica per il nostro Gruppo ed è proprio di questo ultimo periodo l’attualizzazione della nostra strategia sempre più coerente e di reale supporto alla nostra organizzazione aziendale che evolve, innova e si rinnova. Siamo infatti al lavoro per lo sviluppo di iniziative per il futuro, in linea con un’azienda ed una società che evolve. La società italiana e le sue dinamiche demografiche, con il conseguente allungamento dei tempi di lavoro e di permanenza nel mercato del lavoro, con la crescita in corrispondenza dei carichi famigliari e delle necessità di cura determinano un approccio culturale diverso del lavoro. Nestlé ha promosso al proprio interno una politica di welfare aziendale, di sostegno ai propri collaboratori seguendo anche una logica conciliativa. Nestlé intende andare oltre e porsi come veicolo di promozione e responsabilità sociale. Anche la certificazione Family Audit diventa un aspetto di “Sostenibilità Sociale” che consente alla nostra Azienda di “affermare la propria reputazione, patrimonio del territorio nel quale si trova ad operare ogni giorno”. Il Gruppo Nestlé esprime nei propri principi ispiratori non solo la produzione e la commercializzazione dei propri prodotti ma anche la promozione del concetto di “Creazione di Valore Condiviso”, con il quale contribuire allo sviluppo delle comunità locali, portando benefici alle persone e alle economie dei Paesi in cui è inserito ed opera. Le imprese sempre più interagiscono sul territorio, sempre più vi è integrazione pubblico-privato. I nuovi servizi progettati oggi si orientano al dipendente aziendale ma si aprono ai bisogni del territorio connesso all’azienda, è generazione di Valore Condiviso secondo un nuovo modello di sviluppo: – l’Impresa nel Welfare territoriale – più come a un servizio di tipo assistenziale ma come a una relazione, attorno a cui costruire esperienze conviviali, affettive, professionali e politiche, in grado di attirare investimenti e interessi collettivi nella gestione e risoluzione di bisogni (salute, educazione, ambiente, cultura). Lo sviluppo della responsabilità personale ma anche del sostegno dell’azienda nei confronti dei propri collaboratori, rappresentano una filosofia nella gestione del personale che trova oggi un diverso impianto di relazioni interne e di gestione delle risorse umane.

 

Quanto ha inciso la nuova normativa del 2016?
Siamo orgogliosi di quanto è stato scritto nell’attuale legge di stabilità, orgogliosi che sia stato scritto e affrontato a chiare lettere il tema del Welfare Aziendale.

 

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Chi è Elisabetta Dallavalle – Responsabile Company Welfare, Gruppo Nestlé Italia, coraggiosa e ambiziosa professionista, milanese, madre di Francesca e Giulia, in Nestlé dal 1991. «Un percorso lungo e variegato, permeato da tanta passione e dedizione. Non nego che ci sono stati vincoli e stereotipi da superare. Arrivare infatti ad occuparsi di benessere della persona rispetto ad una cultura che in Italia ancora non è totalmente pronta a riconoscere il tema come motore del cambiamento non è cosa semplice, ma io sono una appassionata e questo significa molto! A parte l’inciso di orgoglio di occuparmi per il Gruppo Nestlé in Italia di una tematica così importante, la mia avventura in Nestlé inizia nel 1991 in seguito all’acquisizione delle Industrie Buitoni-Perugina, entrata nell’Area Finanza e controllo ricopro diversi ruoli da ultimo quello di Responsabile della Centrale Rischi & Assistant al Credit Manager di Gruppo. Nel 2000, l’incontro con capi illuminati mi permette di entrare nell’Area Risorse umane e poi Corporate Affairs, dove mi sono occupata della Comunicazione interna di Nestlé Italiana. È proprio in questa posizione che inizio ad occuparmi e appassionarmi delle tematiche relative alla conciliazione vita-lavoro. E infatti del 2004, l’implementazione dell’Asilo Nido aziendale di Milano e della Palestra aziendale, progetto, quest’ultimo attivato in Partnership con il Club Canottieri Olona. L’esperienza in Corporate Affairs, mi ha formata ed arricchita come persona e come professionista, preparandomi all’attuale ruolo di Responsabile Company Welfare del Gruppo Nestlé Italia».

di Filippo Di Nardo
Tags: Company Welfare Manager, conciliazione vita lavoro, Family Audit, lavoro agile, Nestlé, Nestlé Italia, Smart working, welfare aziendale

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