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E’ ufficiale: il direttore del personale di ArcelorMittal, Arturo Ferrucci, ha inviato alle organizzazioni sindacali la comunicazione relativa alla nuova richiesta di proroga, a partire dal 6 luglio prossimo, della Cassa integrazione ordinaria (Cigo), questa volta per un massimo di 8.157 dipendenti dello stabilimento di Taranto, per “un periodo presumibile di 9 settimane”.

Il personale coinvolto, tra quadri, impiegati e operai, allo stato attuale costituisce “l’intero organico aziendale al netto della struttura dirigenziale”. L’azienda spiega di trovarsi “nelle condizioni di dover procedere a una riduzione della propria attività produttiva a causa dell’emergenza epidemiologica Covid-19 ancora in atto”, i cui effetti continuano “ad avere riflessi in termini di calo delle commesse e ritiro degli ordini prodotti, considerato altresì il blocco di parte delle attività produttive, manifatturiere, distributive e commerciali che hanno reso difficilissima, peraltro, anche la chiusura degli ordini e delle fatturazioni, visto il drastico calo registrato negli ultimi mesi dei volumi e di conseguenza delle attività produttive”.

Le ispezioni dei commissari. La società fa sapere che “nell’individuazione del personale da porre in sospensione si atterrà a criteri oggettivi derivanti dalle professionalità dei lavoratori coniugate alla quantità e alla qualità delle lavorazioni di volta in volta da eseguire”.  Intanto, la prossima settimana, precisamente l’8, 9 e 10 giugno, si terranno le ispezioni dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria nel siderurgico di Taranto di ArcelorMittal. I commissari si faranno affiancare da una squadra di tecnici esperti. Le ispezioni che avranno luogo lunedì prossimo sono quelle che sarebbero dovute cominciare il 1 giugno.

È l’ex presidente della Bce Mario Draghi, con il 59,3% dei consensi, la personalità che registra la maggiore fiducia da parte degli italiani. Segue il premier Giuseppe Conte, con il 57,1% degli intervistati che hanno detto di avere molta o abbastanza fiducia nel presidente del Consiglio. Sono alcuni dei risultati emersi dal sondaggio realizzato dall’istituto di ricercaQuorum/YouTrend per Sky TG24.

I dati. Tra i leader politici, la fiducia in Giorgia Meloni di Fdi si attesta al 33,2%, seguita da Matteo Salvini della Lega al 31,2%, Nicola Zingaretti del Pd al 30,4%, Luigi Di Maio del M5S al 22,5%, Silvio Berlusconi di Forza Italia al 19,9% e Matteo Renzi di Italia Viva all’11%. Alta la fiducia anche in alcuni dei presidenti di Regione: ha molta o abbastanza fiducia nel presidente del Veneto Luca Zaia il 49,7% degli intervistati, segue il presidente della Campania Vincenzo De Luca con il 43,4%, poi il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini con il 37,1% e il presidente della Lombardia Attilio Fontana con il 24,9%.

Il sondaggio ha registrato anche un buon tasso di apprezzamento per il Governo Conte: ha molta o abbastanza fiducia nell’esecutivo il 52,9% degli intervistati. La ricerca scende anche nel dettaglio su come si sia comportato il Governo in campo sanitario ed economico dall’inizio dell’emergenza coronavirus: il 70,8% ha un giudizio molto o abbastanza positivo dell’operato del Governo per proteggere la salute dei cittadini. Minore il plauso sugli interventi economici, sui quali il 53,3% ha un giudizio molto o abbastanza negativo.

Le misure a sostegno dell’economia. Per il 24,8% degli intervistati, la più efficace è stata la cassa integrazione per i lavoratori dipendenti, seguita dal reddito d’emergenza per le famiglie più povere (19,5% del campione), il bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi (14,1% del campione), i tagli e rinvii delle scadenze fiscali per le aziende (11% del campione) e i prestiti per le aziende garantiti dallo Stato (7,5% del campione). Non sa cosa rispondere il 23,0% degli intervistati. Nella gestione dell’emergenza, per la maggior parte degli intervistati, pari al 35,4% non c’è stato squilibrio tra Stato e Regioni nella divisione dei poteri. Le Regioni hanno avuto troppi poteri rispetto allo Stato centrale per 28,5% del campione, contro il 21,8% che ritiene che lo Stato centrale abbia avuto troppi poteri rispetto alle Regioni. Non esprime un giudizio il 14,3%.

La situazione internazionale. Per il 40,3% degli intervistati Giuseppe Conte in Italia è stato il leader che ha gestito meglio l’emergenza Coronavirus nel proprio Paese,seguito da Angela Merkel in Germania (23%) e Xi Jinping in Cina (9%). Numeri più bassi per Donald Trump negli Stati Uniti (2,5%), Emmanuel Macron in Francia (1,6%), Pedro Sanchez in Spagna (0,5%), Boris Johnson in Inghilterra (0,5%). Per il 10,9% il leader più efficace non è nessuno dei precedenti, mentre l’11,7% non si esprime. In merito alla ricerca di aiuti da Stati o organizzazioni internazionali, per il 64,5% degli intervistati l’Italia dovrebbe cercare aiuto in Unione Europea. Seguono gli Stati Uniti (9,3%), la Cina (7,2%) e la Russia (4,2%), mentre non esprime un’opinione il 14,8% del campione.