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Il mondo “è ancora all’inizio della pandemia di Coronavirus”. Sono agghiaccianti le parole dell’inviato speciale dell’Organizzazione mondiale della sanità, il dottor David Nabarro, che ha definito la situazione Covid come “grottesca”, nel corso di una seduta della commissione per gli affari esteri del Regno Unito.

“È molto peggio di qualsiasi fantascienza sulle pandemie – ha evidenziato Nabatto -. Quanto sta accadendo è davvero serio. Stiamo iniziando a vedere quali danni causerà al mondo” ed  “è diventato così fuori controllo da far cadere il mondo non solo in una recessione, ma in un’enorme contrazione economica, che probabilmente raddoppierà il numero di poveri, il numero di malnutriti, e porterà al fallimento di centinaia di milioni di piccole imprese”.

I dati nel mondo. Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 935.000 i morti nel mondo a causa della pandemia, su 29.576.191 casi di Covid-19 a livello globale, con gli Stati Uniti che restano il primo paese per numero di contagi (oltre 6,6 milioni) e vittime (195.937). Il virus, intanto, non si ferma e in Europa l’allerta resta alta. Dopo il picco di ieri in Francia, che ha riscontrato 7.852 nuovi casi. Situazione difficile a Marsiglia, dove presto le unità di terapie intensive degli ospedali non saranno più in grado di accettare nuovi pazienti, arrivano le chiusure delle scuole. In tutto gli istituti chiusi sono 81, poco più di 2.100 le classe. I dati sono stati comunicati dal ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer.

Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, si dice “ottimista” sull’andamento della Coronavirus nella stagione fredda. Interpellata dall’Adnkronos Salute l’esperta ha dichiarato: “In questo momento stiamo ‘pagando pegno’ per esserci lasciati un po’ andare in vacanza, con qualche misura di contenimento in meno. Previsioni precise sono impossibili da fare“.

La gestione del virus. Secondo Gismondo, in inverno sono possibili “ondate più o meno importanti di contagi. Ma siamo abbastanza tranquilli perché siamo diventati molto più bravi a gestire la malattia, e questo ci porterà senz’altro a un numero limitatissimo di decessi. Sappiamo che la temperatura più fredda non ci aiuta” contro i virus respiratori, “ma abbiamo un’ottima notizia che ci sta provenendo dall’altro emisfero dove ci precedono per la stagione influenzale. Nuova Zelanda, Australia, Canada, è come se avessero saltato l’epidemia influenzale.”

La vaccinazione antinfluenzale. “Anche questo – precisa l’esperta – è da attribuire alle misure di contenimento prese, perché quando mettiamo la mascherina o ci laviamo le mani ci difendiamo non solo da Covid-19, ma anche da tutte le altre infezioni che potremmo prendere attraverso queste vie“. Cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo inverno? “Ci aspettiamo probabilmente anche un’ondata inferiore di influenza stagionale. Grazie alle protezioni adottate, – ha concluso Gismondo – ma anche perché speriamo in una massiccia vaccinazione antinfluenzale“.