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L’epidemiologo e direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco è convinto che l’effetto vacanze sia finito e “adesso dobbiamo aspettarci un incremento di casi, anche di 2mila al giorno, o forse di più. Per la scuola, invece, occorre aspettare ancora, sicuramente ci saranno più focolai nei prossimi 15-20 giorni.”

Intanto, le terapie intensive “sono quasi quintuplicate rispetto al 22 luglio. Da circa 50 a 246. Piccoli rialzi ma con tendenza all’aumento. Quello che più preoccupa è, in realtà, “il contagio tra le mura domestiche”: “Si è già alzata l’età media. I giovani infettano i loro congiunti, – spiega l’esperto a Open – quindi i genitori o i nonni. E con l’inverno si rischierà di confondere l’influenza con il Covid. Per questo sono importanti i test rapidi, ci tolgono un po’ d’ansia. Poi arriverà il Natale, il nostro prossimo stress test.”

Un altro problema è che in molti continuano a sottovalutare il problema: “C’è un rilassamento eccessivo. Basta guardare a quello che succede in bar e ristoranti. Se ne fregano. Per questo, se la situazione dovesse peggiorare, bisognerebbe iniziare a pensare alla chiusura dei locali prima del tempo e comunque a ulteriori limitazioni”.

E’ ufficiale: Johnson & Johnson ha dato l’ok a un test finale su 60.000 persone del suo vaccino Jnj-78436735, sviluppato da Janssen ( la divisione farmaceutica di J&J), a iniezione singola che potenzialmente semplificherebbe la distribuzione di milioni di dosi rispetto ai principali rivali che utilizzano due dosi. La società prevede di avere i risultati dello studio di fase III (Ensemble) entro la fine dell’anno o all’inizio del prossimo anno e di produrre fino a 1 miliardo di dosi nel 2021, secondo quanto ha fatto sapere Paul Stoffels, direttore scientifico di J&J, in una conferenza stampa congiunta con funzionari del National Institutes of Health e dell’amministrazione Trump.

Al lavoro per lo sviluppo del vaccino. “Rimaniamo pienamente focalizzati sullo sviluppo di un vaccino contro il Covid-19 sicuro ed efficace, urgentemente necessario, per le persone di tutto il mondo – spiega Paul Stoffels, vice presidente del Comitato esecutivo e Chief scientific officer, Johnson & Johnson – . Riconosciamo il grande valore del supporto collaborativo dei nostri partner scientifici e delle autorità sanitarie mondiali, mentre il nostro team globale di esperti lavora instancabilmente allo sviluppo del vaccino e al potenziamento della nostra capacità di produzione con lo scopo di realizzare un vaccino per l’uso in emergenza all’inizio del 2021.”

J&J diffonderà il protocollo di studio dettagliato della sua sperimentazione di fase 3 sul sito web dell’azienda, unendosi agli altri due produttori (Moderna e Pfizer) di vaccini che hanno reso disponibili questi piani di studio recentemente dopo le richieste di maggiore trasparenza nelle prove. J&J ha iniziato la sperimentazione di fase 3 dopo i risultati positivi ottenuti nella sperimentazione di fase 1/2 negli Stati Uniti e in Belgio. Lo studio clinico di fase 3 di J&J utilizzerà fino a 215 siti negli Stati Uniti, Sud Africa, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Perù.