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In un solo mese, in Giappone il numero dei suicidi torna a salire rispetto a quello di tutti i decessi per Covid dall’inizio della pandemia. Lo si apprende da un reportage, citato dall’Agi, dell’emittente Usa Cnn da Tokyo, che parte dal racconto su una donna di 43 anni che da quando ne aveva 22 ha tentato di farla finita 4 volte, l’ultima per i timori di cadere in povertà a causa delle conseguenze della pandemia sulla sua vita professionale. Dai dati contenuti nel reportage si evidenzia che nel mese di ottobre ci sono stati ben 2.153 suicidi, mentre il numero dei decessi per il coronavirus dall’inizio della pandemia supera di poco i 2mila (2.050 secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University).

Il Giappone, secondo la Cnn, è uno dei pochi Paesi che divulgano tempestivamente i dati sui suicidi, e questi potrebbero servire a analizzare l’impatto della pandemia e delle misure per contrastarla sulla salute mentale della popolazione, aiutando tutti a individuare le categorie più vulnerabili. Nonostante il Giappone abbia un alto tasso di suicidi, negli ultimi dieci anni si era registrata una diminuzione, e quella degli ultimi mesi appare dunque come un’ inversione di tendenza, che ha riguardato piu’ le donne degli uomini: in ottobre, i suicidi di donne sono aumentati dell’83% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, mentre quelli maschili sono aumentati del 22%.

Secondo la Cnn, questo è legato alla maggiore precarietà del lavoro femminile in settori come quello turistico e del commercio, dove ci sono stati molti licenziamenti in quanto particolarmente colpiti dalle misure anti-covid. Secondo uno studio che ha riguardato 10 mila donne in tutto il mondo, un incremento dei problemi di salute mentale legati alle conseguenze della pandemia ha riguardato il 27% delle donne e il 10% degli uomini

I nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore sono 16.377 (ieri 20.648), ma con meno tamponi, 130.524 (46mila in meno rispetto a ieri), tanto che il rapporto positivi/tamponi sale al 12,54% (ieri era l’11,66). Ma il calo sulla media settimanale è netto: lunedì scorso, sempre con pochi tamponi, i contagi furono 22.930. Torna a salire invece il numero dei decessi, 672 oggi contro i 541 di ieri, 55.576 in tutto. Ancora giù le terapie intensive, -9 (stesso dato di ieri), 3.744 in tutto, mentre dopo diversi giorni tornano a crescere i ricoveri, 308 in più (ieri -420), e sono 33.187.  Questi i dati del ministero della Salute.

La regione con più casi è l’Emilia – Romagna (+2.041), seguita da Veneto (+2.003), Lombardia (+1.929, in forte calo), Campania (+1.626) e Lazio (+1.589). Il totale dei casi dall’inizio dell’epidemia sale a 1.601.554. In crescita i guariti, 23.004 (ieri 13.642), per un totale di 757.507. Torna a virare in negativo quindi la crescita degli attuali positivi: sono 7.300 meno di ieri (quando invece aumentarono di 6.463 unita’). I malati attuali in Italia ora sono 788.471. Di questi, 751.540 sono in isolamento domiciliare, 7.599 meno di ieri. 

Si aggrava il bilancio dei medici morti durante la pandemia in Italia. Complessivamente, secondo quanto scrive il Quotidiano.net, sono 221 le vittime fra i camici bianchi: all”elenco caduti’ pubblicato dalla Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) si aggiungono Bartolomeo Borgialli, medico di famiglia in pensione, e Vito Roberto De Giorgi, anestesista anch’egli in pensione.

I dati. Intanto, l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso il report della Sorveglianza integrata Covid-19: sono 800.953 i casi di infezione registrati negli ultimi 30 giorni in Italia, di cui 22.712 tra gli operatori sanitari, e, nello stesso arco di tempo, sono stati ben 12.904 i deceduti e 304.531 i guariti. È di 48 anni l’età mediana dei casi negli ultimi 30 giorni, aumentata dopo il calo dell’estate. Il 48,3% dei contagiati sono maschi e il 51,7% femmine. L’11% ha sotto i 18 anni, il 15,5 è over 70, il 29% ha tra 51 e 70 anni e la maggior parte, il 44,3%, ha tra 19 e 50 anni.