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E’ ufficiale: l’Rt, l’indice che misura la diffusione del virus ha varcato la soglia di 1,5. Avvicinarsi a 2, come avviene già in alcune regioni tra cui la Lombardia, vuol dire che l’epidemia è fuori controllo. E infatti già si parla di scenario 4 che, secondo quanto sostiene l’Iss, prevede l’impossibilità di tracciare tutti i casi, un sovraccarico del sistema sanitario e una grande difficoltà a proteggere i soggetti fragili.

Secondo il commento dell’Iss, ripreso dal Sole 24 Ore, si tratta di una “situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5 (ovvero con stime IC95% di Rt maggiore di 1,5)”. Con la conseguenza che la crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi, “a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra le classi di età più giovani, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili. A questo proposito, si rimarca che appare piuttosto improbabile riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un’epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità”.

Lockdown inevitabile. Se l’indice Rt continuerà ad aumentare anche nei prossimi giorni, se ci troveremo – come scrive sempre l’Iss – con una “trasmissione comunitaria diffusa, cluster non più distinti tra loro, nuovi casi non correlati a catene di trasmissione note, pressione sostenuta per i Dipartimenti di Prevenzione, allora il lockdown non sara più evitabile.”

Le misure delle regioni. Non è un caso se sono arrivate ordinanze da parte delle Regioni. Basti pensare alla Lombardia, dove il governatore Attilio Fontana ha deciso di imporre il coprifuoco dalle 23 alle 5 così come poi hanno fatto molti altri suoi colleghi: dalla Campania alla Basilicata, al Lazio. A preoccupare sono le parole usate dal commissario Domenico Arcuri che non presagiscono nulla di buono: “In Italia i contagi sono aumentati di 8 volte rispetto ad appena 20 giorni fa e l’indice Rt raddoppia ogni settimana, questa è la realtà”. Ecco, quindi, che siamo vicini allo scenario 4.

Per via della pandemia di Covid-19 il turismo globale è crollato del 70% nei primi otto mesi dell’anno rispetto al 2019. E’ quanto ha fatto sapere l’Organizzazione mondiale del turismo (Omt) che fa capo all’Onu. I mesi estivi, secondo quanto riporta l’Agi, solitamente alta stagione turistica nell’emisfero settentrionale, sono stati catastrofici: -81% dei turisti a luglio e -79% ad agosto, spiega l’agenzia delle Nazioni unite con sede a Madrid. Il calo si traduce in 700 milioni di arrivi di turisti in meno e una perdita di 730 miliardi di dollari per il settore turistico globale, “più di otto volte la perdita registrata dopo la crisi finanziaria globale del 2009”.

L’Asia-Pacifico, colpita per prima dalla pandemia, è la più colpita (-79%), seguita da Africa e Medio Oriente (-69%), Europa (-68%) e Continente americano (-65%). Il calo degli arrivi estivi in ​​Europa è stato leggermente inferiore che altrove (-72% a luglio e -69% ad agosto), ma “questa ripresa è stata di breve durata in quanto sono state reintrodotte nuove restrizioni di viaggio sullo sfondo di rimbalzo dei contagi”, sottolinea l’Omt.     

Il tracollo del turismo. Per il 2020 nel suo complesso, l’organizzazione prevede un calo del 70% degli arrivi di passeggeri nell’arco di un anno, ed esclude una ripresa vigorosa prima della fine del 2021.  Per l’Omt, il tracollo nel turismo è da imputare alla lentezza nel contenere il virus, alla mancanza di una risposta coordinata da parte dei vari Paesi per lo sviluppo di protocolli comuni nonché al deterioramento del contesto economico. Nel 2019, il turismo globale aveva registrato una crescita del 4% degli arrivi. La Francia era stata la prima destinazione seguita da Spagna e Stati Uniti.