lunedì, 25 luglio 2016

Bruno Fiorentini: il ruolo formativo del Festival Paganiniano di Carro

Il Direttore Artistico del Festival, in corso fino al 14 agosto in Alta e Media Val di Vara, ci parla dei due appuntamenti dedicati al perfezionamento musicale dei giovani: Masterclass per violino e Campus musicale.






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In cosa consistono la masterclass e il campus organizzati nell’ambito del Festival? Avete avuto buoni risultati e riscontri?

La Masterclass è dedicata esclusivamente al Violino e consiste nello studio della tecnica e del repertorio violinistico, sotto la guida di tre illustri insegnanti, che sono Massimo Quarta, Domenico Nordio e Giulio Plotino; la partecipazione è stata buona, e in questo momento a Carro ci sono una dozzina di ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia, che stanno studiando sotto la guida di questi maestri, e che si esibiranno in un concerto pubblico sabato 23 luglio a Brugnato, accompagnati al pianoforte da Guido Bottaio. Il Campus Musicale invece è un’iniziativa realizzata assieme al Conservatorio Puccini della Spezia: esso si è svolto dal 7 al 9 luglio con 12 ragazzi e 3 insegnanti del Conservatorio cittadino, che hanno preparato assieme 3 Concerti Brandeburghesi di J.S.Bach, che saranno eseguiti pubblicamente nel concerto del 28 luglio a Rocchetta Vara.

 

Ci sono ragazzi che al giorno d’oggi vogliono intraprendere la carriera di musicista? Quali studi vanno fatti? E quali sbocchi ci sono?

Sì, ci sono moltissimi giovani che si accostano allo studio della Musica con fini professionali; il Conservatorio, che sino a qualche anno fa restava arroccato sulla sua posizione accademica di difensore della musica cosiddetta classica, si è in questi anni aperto alle discipline musicali moderne, come il jazz, la musica elettronica etc., restando così la più qualificata istituzione didattica per coloro che vogliono dedicarsi a questa arte. Gli sbocchi purtroppo non sono molti, soprattutto se uno cerca il “lavoro sicuro”, cioè un contratto a tempo indeterminato… però per le persone in possesso di creatività e di idee nuove gli sbocchi ci sono, il mondo della musica è vario e molto vivo in Europa, e c’è bisogno di nuove idee e nuove proposte. Dico in Europa perché purtroppo in Italia non si fa molto per stimolare le nuove creatività, e le normative che vigono qui tendono molto, purtroppo, ad affossare la voglia e l’entusiasmo di chi vuole fare musica.

 

Come hai cominciato tu in particolare? Come descriveresti il tuo lavoro?

Io ho iniziato piuttosto tardi, a 16 anni, a dedicarmi alla musica, studiando il flauto traverso, il piano e la composizione; ho sempre fatto questo di mestiere e attualmente la mia attività musicale si divide in tre settori, che sono il suonare, l’attività organizzativa e l’insegnamento. E’ un’attività piena di stimoli e affascinante, anche se bisogna purtroppo dire che l’impianto burocratico che sta dietro alla musica non aiuta affatto, anzi porta via energie e tempo all’attività musicale.

 

Spesso si sente dire che la musica classica non si rivolge ai giovani. Tu cosa ne pensa?

Ultimamente c’è un rinnovato interesse di alcune fasce della popolazione giovanile per la Musica Classica. Quello che cerchiamo di fare con le iniziative nell’ambito del Festival è presentare la figura di un artista come Paganini facendo capire che la sua fama e il suo essere “star” sono assolutamente analoghi a quanto succede oggi con i divi della musica moderna, quindi far rivivere il mito di Paganini nella sua attualità e contemporaneità.

 

Il vostro Festival quindi si concentra solo su Niccolò Paganini?

L’idea centrale da cui scaturisce la proposta culturale del Festival è ovviamente la figura di Niccolò Paganini, uno dei maggiori virtuosi di violino di ogni tempo, ma partendo dalla figura del grande violinista il Festival allarga il suo interesse al virtuosismo musicale in generale, prendendo particolarmente in esame il virtuosismo del periodo ottocentesco cioè del periodo romantico. Quest’anno, per i tre concerti principali del Festival, che sono ovviamente quelli che si tengono a Carro, abbiamo scelto dei nominativi di spicco nel panorama concertistico internazionale: l’apertura è stata affidata al grande violinista Massimo Quarta, vincitore del premio Paganini, uno dei maggiori solisti attualmente in attività; il secondo concerto sarà vedrà protagonista un gruppo cameristico dell’orchestra del Concertgebouw di Amsterdam. Il Festival si concluderà poi con un recital per violoncello e pianoforte con il grande solista Vittorio Ceccanti.

 

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a cura della Redazione
Tags: Bruno Fiorentini, Campus, Festival Paganiniano di Carro, formazione musicale, musica classica

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