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giovedì, 3 aprile 2014

Cervelli che non fuggono: l’Europa premia un giovane ricercatore italiano

La robotica made in Italy continua a crescere e a riscuotere successo mondiale.






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E’ stato conferito a un giovane ricercatore italiano, che ha studiato nuovi muscoli e mani robotici  tra Pisa e Genova, il famoso Georges Giralt Award 2014. Ecco com’è andata.

 

Chi è – Si chiama Manuel Catalano il vincitore del prestigioso Georges Giralt Award 2014, con cui ogni anno la EuRobotics Aisbl (l’associazione di industrie e centri di ricerca Europei del settore) premia la  migliore tesi di dottorato in Robotica in Europa. Catalano ha ricevuto il premio durante l’European Robotics Forum, che si è appena concluso a Rovereto.

 

Curriculum – Il giovane ricercatore, classe 1982 da Catania, ha conseguito il dottorato di ricerca lo scorso anno al Centro Ricerca Piaggio dell’Università di Pisa in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, ed è attualmente ricercatore post-doc all’Iit. Di questo centro, eccellenza della ricerca nel Paese, vi abbiamo parlato diverse volte (vedi qui e qui). Si tratta di una Fondazione di diritto privato istituita congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha l’obiettivo di promuovere la ricerca di base e in quella applicata e di favorire lo sviluppo del sistema economico nazionale. Qui si allenano i ‘cervelli’ del nostro Paese ma non solo (vedi il video).

 

Il progetto – La tesi premiata studia la progettazione di una nuova generazione di robot in grado di adattare i movimenti del loro corpo all’ambiente circostante, grazie a particolari motori chiamati ‘Attuatori a Impedenza Variabile’ (Aiv), che Catalano ha innovato nelle loro caratteristiche. “Si chiamano qbmove – ci spiegano dall’Iit -, hanno la forma cubica e conferiscono ai robot la capacità di compiere movimenti naturali molto simili a quelli di un corpo umano: la rigidezza delle articolazioni è variabile e adattabile all’ambiente circostante, così che il robot può avere un corpo inflessibile nei movimenti che richiedono precisione, ed essere cedevole quando deve muoversi velocemente o entrare in contatto con il corpo delle persone attorno a loro”. I moduli qbmove presentano, quindi, una funzione simile a quella della muscolatura umana, dotando i robot di un ‘corpo intelligente’ in grado di coesistere e lavorare con le persone in sicurezza.

 

Passi in avanti – La linea di ricerca si è già concretizzata in qbRobotics, uno spin-off del Centro Piaggio e dell’Istituto Italiano di Tecnologia. L’azienda offre, infatti, supporto per la costruzione dei nuovi muscoli robotici secondo la filosofia ‘open source’, ovvero creando una comunità aperta di utilizzatori e sviluppatori, che possono dare il proprio contributo all’avanzamento tecnologico in modo libero. I qbmove trovano applicazione anche nella realizzazione di una mano robotica, la Pisa-IIT SoftHand, utilizzabile nei nuovi robot umanoidi ma anche per uso prostetico. La mano si ispira alla naturalezza dei movimenti e alla versatilità della mano umana con un progetto innovativo, cui era già andato il riconoscimento della comunità scientifica internazionale alla Conferenza ‘Humanoids’ in Giappone nel 2012.

 

“Questi risultati – continua l’Iit – sono il frutto di una consolidata collaborazione tra il Centro di Ricerca Piaggio di Pisa e l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che ogni anno offre due borse di dottorato in robotica a studenti dell’Università di Pisa e dà loro la possibilità di lavorare contemporaneamente in due centri di ricerca tra i più avanzati a livello internazionale”.

 

Per saperne di più – www.iit.it.

di Giulia Dedionigi
Tags: cervelli in fuga, filosofia open source, Georges Giralt Award 2014, IIT, Istituto Italiano Tecnologia, made in italy, ricercatori, robotica, storie vincenti

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