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Partenza debole per le Borse europee che falliscono il tentativo di rimbalzo e proseguono la loro discesa, nonostante il recupero di Wall Street e le speranze di un nuovo piano di stimoli negli Stati Uniti. Nei primi minuti di contrattazione l’indice Eurostoxx 50 scivola dello 0,34%. A Francoforte il Dax cede lo 0,28%, a Parigi il Cac40 perde lo 0,53%, mentre a Londra l’indice Ftse100 segna un debole +0,10%.

Sui listini europei preoccupano i dubbi sulla ripresa economica di fronte a una situazione sanitaria in via di peggioramento in diversi paesi del Vecchio continente, Francia e Gran Bretagna in primis. Dal fronte macro oggi sono attesi gli indici di fiducia in Italia e gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti. Tra gli altri appuntamenti, si segnala che l’agenzia Fitch si pronuncerà sul rating della Gran Bretagna.

Lo spread di oggi ha aperto in linea con i dati di ieri a 138 punti base, con il rendimento dei titoli di Stato a dieci anni che rimane stabile intorno allo 0,87%. Il post-voto ha fatto abbassare lo spread, segno della stabilità del governo. Sul mercato dei cambi il dollaro ritraccia lievemente ma resta forte rispetto all’euro, intorno a quota 1,1669 per un euro (1,1648 ieri in chiusura).

L’epidemiologo e direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco è convinto che l’effetto vacanze sia finito e “adesso dobbiamo aspettarci un incremento di casi, anche di 2mila al giorno, o forse di più. Per la scuola, invece, occorre aspettare ancora, sicuramente ci saranno più focolai nei prossimi 15-20 giorni.”

Intanto, le terapie intensive “sono quasi quintuplicate rispetto al 22 luglio. Da circa 50 a 246. Piccoli rialzi ma con tendenza all’aumento. Quello che più preoccupa è, in realtà, “il contagio tra le mura domestiche”: “Si è già alzata l’età media. I giovani infettano i loro congiunti, – spiega l’esperto a Open – quindi i genitori o i nonni. E con l’inverno si rischierà di confondere l’influenza con il Covid. Per questo sono importanti i test rapidi, ci tolgono un po’ d’ansia. Poi arriverà il Natale, il nostro prossimo stress test.”

Un altro problema è che in molti continuano a sottovalutare il problema: “C’è un rilassamento eccessivo. Basta guardare a quello che succede in bar e ristoranti. Se ne fregano. Per questo, se la situazione dovesse peggiorare, bisognerebbe iniziare a pensare alla chiusura dei locali prima del tempo e comunque a ulteriori limitazioni”.