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E’ ufficiale: la Russia registrerà un nuovo vaccino contro il Covid. Ad annunciarlo il Presidente Vladimir Putin ai membri del Consiglio della Federazione, la camera alta del Parlamento. “Oggi il sistema sanitario è pronto a combattere efficacemente l’infezione da Coronavirus e l’epidemia stagionale di malattie legate al freddo”, ha affermato nell’incontro Putin.

I numeri. Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono stati in totale un milione 117.487 i casi di positivi e 19.720 i morti in Russia a causa della pandemia. Numeri sui quali media, anche internazionali, hanno sollevato più di qualche perplessità, vista anche la larga sproporzione tra contagiati e decessi. Lo scorso agosto, Putin aveva annunciato il primo vaccino russo, conosciuto come Sputnik V. Il Presidente aveva precisato che era stato inoculato a una delle figlie. La Russia era stata così il primo Paese a registrare un vaccino. La procedura adottata nei test e il suo utilizzo hanno, però, sollevato diversi dubbi nella comunità scientifica mondiale.

“Teniamo conto di tutti i possibili rischi e continueremo a lavorare in modo proattivo”, ha detto il Presidente, che ha proposto la convocazione di “una conferenza di alto livello da tenere online” di tutti i Paesi coinvolti nello sviluppo di vaccini contro il coronavirus. “La Russia è completamente aperta ad avere su questo tema relazioni di partnership e a cooperare per fornire a tutti, anche in altri Paesi, il vaccino russo, un vaccino che sarà affidabile, sicuro ed efficace” ha concluso.

L’Australia sta diventando un sogno per molti italiani, ma trasferirsi definitivamente in questo Paese non è così semplice, proprio perché le leggi australiane sono piuttosto rigide per quanto riguarda l’immigrazione e non sempre si hanno tutte le carte in regola per un visto permanente. Prima di trasferirsi in Australia occorre scegliere la destinazione: Sydney e Melbourne sono le città più gettonate, due metropoli sul mare con una qualità della vita molto alta e tante opportunità di lavoro e divertimento. Da non sottovalutare nemmeno le potenzialità di Brisbane, Adelaide e Perth.

Come rimanere in Australia. Il visto visto turistico si può fare direttamente in agenzia di viaggi e dura da un minimo di tre mesi ad un massimo di un anno, con la possibilità di viaggiare, studiare e organizzare incontri e colloqui. Tuttavia, è assolutamente vietato percepire una paga o uno stipendio. Il working holiday visa è il visto vacanza-lavoro per chi ha meno di 31 anni, dura un anno, si può rinnovare di un altro anno, ma bisogna aver lavorato per 88 giorni in area regionale. Lo student visa è l’ideale per chi vuole studiare in Australia e chi ha superato i 31 anni.

La conoscenza dell’inglese. Per quanto riguarda tutti gli altri tipi di visto, (sponsor e skilled visa) è necessario richiedere una consulenza con un agente di immigrazione per capire se hai effettivamente tutti i requisiti, che di solito sono un buon livello d’inglese, almeno tre anni di esperienza nel tuo e un diploma o una laurea sempre nello stesso campo. Dopo qualche settimana di ostello arriva il momento di capire qual è il quartiere più comodo in base alle tue esigenze di studio di lavoro, ma anche quello più adatto al tuo stile, quello insomma dove ti senti più a casa.

I lavori richiesti. All’inizio è fondamentale cercare un lavoro da poter iniziare immediatamente. La maggior parte delle persone cerca e trova lavoro nella ristorazione e nelle costruzioni. Questo perchè è estremamente facile andare sul posto a chiedere se hanno bisogno di una mano da subito. Meglio presentarsi di persona che inviare migliaia di e-mail e cercare solo lavoro online. Gli altri settori lavorativi in cui gli italiani sono impiegati in questo incredibile paese sono edilizia, manifattura, miniere, agricoltura. Ultimamente tra i settori di lavoro più richiesti, almeno per gli italiani in Australia ci sono quelli legati all’insegnamento, all’information technology e alla finanza.

L’esperienza in campo lavorativo. E’ importante, inoltre, migliorare il proprio livello d’inglese e fatta un po’ di esperienza di lavoro in Australia, ci si può buttare sui vari siti e motori di ricerca e non sottovalutare una consulenza con un agente di immigrazione, per capire quali sono i requisiti della tua categoria e ordine professionale in Australia. Spesso è necessario far riconoscere i propri titoli di studi ed esperienza.