Carriere e Lavoro

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Sul mercato interno i prezzi crescono dell’1,7% rispetto a maggio e dell’11,0% su base annua. Al netto del comparto energetico, i prezzi registrano un aumento meno marcato sia a livello congiunturale (+1,0%) sia a livello tendenziale (+5,2%). Sul mercato estero i prezzi aumentano su base mensile dello 0,9% (+1,1% area euro, +0,8% area non euro) e registrano un incremento su base annua del 4,4% (+5,0% area euro, +4,0% area non euro). Quanto riportato in una nota dell’Istat.

Nel secondo trimestre 2021, rispetto al trimestre precedente, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 3,4%. La dinamica congiunturale è più sostenuta sul mercato interno (+3,7%) rispetto a quello estero (+2,2%). A giugno 2021, con riferimento al comparto manifatturiero, si rilevano aumenti tendenziali per quasi tutti i settori; i più marcati riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+30,3% mercato interno, +51,3% area non euro), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+14,6% mercato interno, +20,4% area euro, +15,5% area non euro) e prodotti chimici (+9,3% mercato interno, +6,8% area euro). Le uniche flessioni, per altro di entità contenuta, interessano computer e prodotti di elettronica e ottica (-1,0% sul mercato interno), mezzi di trasporto e prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (rispettivamente, -0,6% e -0,1% per l’area non euro).

A giugno 2021 – conclude l’Istat – i prezzi alla produzione delle costruzioni per “Edifici residenziali e non residenziali” crescono dell’1,0% su base mensile e del 4,5% su base annua. I prezzi di “Strade e Ferrovie” aumentano dell’1,2% in termini congiunturali e del 4,0% in termini tendenziali.

Oggi il Senato voterà la fiducia al dl Reclutamento. L’ultima versione del testo ha accolto le proposte avanzate dal CoLAP di coinvolgere nel procedimento tutti i professionisti, senza escludere quelli associativi. In questo modo vengono valorizzate le competenze di tutto il mondo professionale italiano, come richiesto a gran voce dal Coordinamento nelle audizioni e negli emendamenti presentati al provvedimento. Finalmente, – riporta Colap in una nota – il registro del Ministero dello sviluppo economico previsto dalla legge 4/2013 diventa uno strumento di garanzia, di qualità e competenza.

“Arriva il merito nella Pubblica amministrazione”, le parole di Emiliana Alessandrucci, presidente del CoLAP. “La Pa ha bisogno delle competenze dei professionisti e la nuova versione del testo garantisce una piena e totale collaborazione, senza esclusioni. Abbiamo lavorato con partecipazione insieme al ministero della funzione pubblica, che ha accolto le nostre richieste. Questo modo di collaborare tra associazionismo e istituzioni fa bene al paese e porterà, se mantenuto, alla definizione delle riforme che davvero servono al paese per cambiare e crescere. Il CoLAP è da sempre promotore di professionalità attraverso la legge 4 e il rapporto che abbiamo creato negli anni con le istituzioni ha permesso di raggiungere questo importante risultato”.

Il decreto, nella sua versione originaria, metteva l’accento sul mondo dei professionisti ordinistici, dimenticando quello dei professionisti associativi. Dopo le interlocuzioni e gli interventi del CoLAP nei confronti della politica, il testo è stato cambiato, con il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta che, in audizione al Senato, ha riconosciuto come valide le nostre argomentazioni, che si sono tramutate poi in una serie di emendamenti al provvedimento, approvati in commissione.

“Ringraziamo il ministro Brunetta per aver accolto le nostre proposte e la senatrice Fiammetta Modena per il lavoro fatto per l’approvazione delle modifiche al testo”, conclude la presidente Alessandrucci. “Il decreto riconosce, in questo modo, l’importante ruolo dell’attestazione rilasciata dalle associazioni professionali come certificazione delle competenze e delle capacità del lavoratore. E questa metodologia di lavoro, basata sull’ascolto dei principali destinatari delle riforme che si stanno approvando, non potrà che portare dei benefici a tutto il mondo professionale e non solo. I protagonisti dei comparti produttivi devono essere al tavolo con la politica per definire le norme più adatte allo sviluppo. La speranza è che possa essere replicato questo modus operandi anche per i prossimi provvedimenti governativi”.