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E’ ufficiale: è stato firmato il Protocollo per la ripresa in sicurezza dell’anno scolastico. A siglarlo sono stati la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e le organizzazioni sindacali della scuola. Il Protocollo offre regole chiare alle istituzioni scolastiche e dovrà diventare un punto di riferimento anche per gli studenti e le famiglie. Le organizzazioni sindacali hanno riconosciuto il lavoro fatto dal governo per trovare le risorse per la scuola ed hanno definito l’accordo “storico” nella parte in cui superano le norme del 2008 dell’ex ministra Gelmini, “che avevano portato ai tagli e alle classi pollaio”, con l’innalzamento del numero di alunni per classe.

Cosa prevede il protocollo. Nel caso di file per l’entrata e l’uscita dall’edificio scolastico, occorre provvedere alla loro ordinata regolamentazione al fine di garantire l’osservanza delle norme sul distanziamento sociale. Ogni scuola dovrà disciplinare le modalità che regolano tali momenti in modo da integrare il regolamento di istituto, con l’eventuale previsione, ove lo si ritenga opportuno, di ingressi ed uscite ad orari scaglionati, anche utilizzando accessi alternativi.

L’eventuale ingresso del personale e degli studenti già risultati positivi all’infezione da Coronavirus deve essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza. “E’ un accordo importante – scrive su Facebook la ministra Azzolina in un post in cui ringrazia anche i sindacati – che contiene le misure da adottare per garantire la tutela della salute di studentesse, studenti e personale, ma anche impegni che guardano al futuro e al miglioramento della scuola come il contrasto delle classi cosiddette ‘pollaio’, una battaglia che porto avanti da tempo e che rappresenta per me una priorità”.

“Si tratta di regole chiare – aggiunge Azzolina – che danno certezze a dirigenti scolastici, personale, famiglie, alle ragazze e ai ragazzi che si apprestano a tornare nelle aule. Ritengo particolarmente importante l’help desk che sarà attivato a supporto delle scuole: è la dimostrazione che non vogliamo lasciarle sole. Come governo – conclude la ministra – avevamo promesso di trovare le risorse per la ripresa e lo abbiamo fatto: abbiamo 2,9 miliardi e stiamo mettendo anche fondi per consentire agli enti locali di affittare spazi per le lezioni. Non era un risultato facile, ma lo abbiamo ottenuto”.

Il Cile è uno dei Paesi più affascinanti e forse meno conosciuti del Sud America. Un mix di tradizioni contrastanti, da quella popolare a quella cosmopolita delle città, rendono il Cile una terra unica per i suoi paesaggi e i suoi particolari contrasti che vanno dal più arido deserto del mondo alle dolci colline ricamate di vigneti. Chi decide di andare in Cile lo fa proprio per la sua bellezza paesaggistica che lo rende unico al mondo.

Lavorare in Cile. Affinchè un lavoratore straniero lavori in Cile, deve prima dimostrare la propria residenza legale o residenza nel paese ed essere debitamente autorizzato a lavorare, che si ottiene firmando un contratto di lavoro. Inoltre, il lavoratore straniero può iniziare la propria attività lavorativa, una volta ottenuto il corrispondente visto di residenza in Cile o il permesso di lavoro speciale per stranieri con un visto in corso. Residente soggetto a contratto, viene chiamato lo straniero che viene in Cile per sviluppare attività lavorative.

Le figure professionali richieste. Il Cile offre opportunità per gli specialisti del settore geologico-minerario. Tutte le maggiori multinazionali hanno i loro uffici a Santiago ed il lavoro in loco, principalmente nel nord ed offrono stipendi alti rispetto alla media nazionale. Per gli specialisti del settore agricolo il sud è terreno di conquista. Molta della frutta che arriva in Europa proviene proprio dal Cile, cosí come alcuni dei migliori vini del mondo. L’industria digitale é tra le piú attive del continente.

Il costo medio di affitto di una casa in Cile è di 427,79 euro (397.045,06 clp), 284 euro più basso rispetto a quello italiano. Invece, il costo medio per comprare casa in Cile è di 1.452,97 euro (1.348.545,85 CLP) al metro quadro, 1.139 euro al metro quadro più basso rispetto a quello italiano. Lo stipendio medio in Cile è di 571,83 euro (530.732,18 Clp), 827 euro più basso rispetto a quello italiano.

La Bolsa Nacional de Empleo, o Bne, è un sito Web pubblico che offre offerte di lavoro in Cile di ogni tipo: private e pubbliche per la durata degli ultimi 30 giorni (https://www.bne.cl). Tra gli altri siti per trovare lavoro rientrano i seguenti: www.chiletrabajos.cl; www.trabajando.cl; www.laborum.com ; www.zonajobs.cl; www.bumeran.cl; www.pegasconsentido.cl; www.fullempleochile.com; www.buscojobs.cl; www.computrabajo.cl; www.universiaempleo.cl.