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I dati della produzione nei primi nove mesi del 2020 segnano una flessione significativa intorno al 27%.  Secondo i dati da noi rilevati nei primi mesi del 2019 erano stati prodotti tra autovetture e furgoni commerciali circa 631.200 unità, contro le 462.424 del 2020. Il duplice effetto della pandemia, blocco delle produzioni durante il lockdown e flessione nella domanda sul mercato, ha certamente causato gran parte della riduzione dei volumi. Naturalmente la riduzione in termini di unità prodotte è stato maggiore per gli stabilimenti che erano in una fase di maggior carico produttivo. Nell’ultimo trimestre anche negli stabilimenti di FCA si è riscontrato il rimbalzo produttivo, che ha consentito di recuperare gli effetti negativi del primo semestre. La ripresa produttiva nel terzo trimestre è dovuto ad una ripresa del mercato anche grazie agli incentivi più corposi e strutturati, messi in campo dal nostro paese e in molti paesi europei. Lo ha dichiarato il Segretario Nazionale Fim Cisl, Ferdinando Uliano in una nota.

Il terzo trimestre colora di speranza la parte finale di questo pessimo anno. I segnali ci sono verso un miglioramento della situazione produttiva. In molti stabilimenti non si utilizzano più gli ammortizzatori sociali: Melfi, Sevel e lo stesso Polo produttivo. Anche nel sito campano l’effetto incentivi ha portato un incremento della turnistica per rispondere alla domanda in particolare di Panda con motorizzazione ibrida, si è passati a 12 turni sui montaggi e 18 turni sullo stampaggio da fine aprile a fine settembre. Per Melfi e il Polo produttivo di Torino invece siamo di fronte agli effetti del completamento degli investimenti del piano industriale con la partenza delle produzioni di Jeep Compass e 500 BEV.

E’ per questo motivo che cogliamo positivamente la conferma di tutti i 5,5 miliardi di investimenti previsti nel piano industriale di FCA, ma nello stesso tempo sollecitiamo il gruppo ad accelerare i tempi degli investimenti previsti dal piano. L’implementazione porterà certamente risultati positivi. Riteniamo poi indispensabile aprire una discussione con il futuro gruppo Stellantis, sul prossimo piano industriale, che sicuramente verrà presentato a margine del compimento della fusione. Per noi è fondamentale puntare a mettere in sicurezza gli stabilimenti sia sul piano occupazionale che di sviluppo per il futuro.

Nelle giornate del 26 e 27 ottobre si svolgerà in videoconferenza l’incontro tra tutti i sindacati degli stabilimenti mondo di FCA, al centro della discussione la fusione tra i gruppi FCA e PSA e le prospettive del futuro gruppo Stellantis.

Polo Produttivo di Torino. Siamo al terzo anno che il polo produttivo di Torino, con gli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco, sta riscontrando una flessione iniziata dalla fine del 2017. Per lo stabilimento di Grugliasco al 30 settembre 2020 si è raggiunto il 50% della produzione del 2019. Con circa una produzione del 75% di Ghibli e un 25% di Quattroporte. La flessione produttiva riscontrata rappresenta un aggravamento per effetto del blocco pandemico.

La flessione sul Suv Maserati Levante rispetto al 2019 è stata più contenuta, anche perché nel 2019 si era riscontrato una flessione più significativa di circa il 36% sull’anno precedente. Nonostante questi dati non positivi sui volumi, con il lancio della produzione della 500 BEV, abbiamo avuto due importante novità: l’annuncio delle circa 270 assunzioni a Mirafiori, seppur temporaneamente, e lo stop degli ammortizzatori sociali sui due siti torinesi. Dal 12 ottobre 2020 a Torino non si utilizzano più ammortizzatori; era da oltre 10 anni che non accadeva. Da oggi la produzione sulla 500 elettrica è passata a due turni. A regime potrà raggiungere circa 300 vetture al giorno. Sarà molto importante verificare poi la fase di assestamento successiva al lancio, perché questo sarà fondamentale per comprendere l’effetto positivo nel lungo periodo sui volumi e di conseguenza sull’occupazione. A Grugliasco è in corso la fase di ibridizzazione della Maserati Ghibli. C’è una forte aspettativa per verificare quanto verrà apprezzata dal mercato soprattutto per gli effetti che potrà avere sui volumi.

Maserati Modena. Dopo la presentazione della supersportiva di Maserati la nuova MC20, ora siamo nella fase di preparazione per l’inizio della salita produttiva, che si concretizzerà entro il mese di dicembre. Sono in uso gli ammortizzatori per gestire la fase di di start-up, nel frattempo i dipendenti hanno fatto un percorso di formazione molto intensa. Gli investimenti hanno caratterizzato tutte le fasi della produzione, tanto che il processo di produzione è completo nel sito: dalla prima scocca nell’area, al motore, a tutto il processo di verniciatura. C’è una forte aspettativa e sarà fondamentale aspettare la risposta del mercato per verificare poi le conseguenze positive sui volumi e sulla saturazione degli impianti. Sono presenti nei due siti di Modena oltre 1200 dipendenti, circa 200 diretti di produzione e 1.000 sono ingegneri impegnati nelle attività di progettazione e sviluppo.

FCA Cassino. La flessione sui volumi produttivi caratterizza dal 2017 la situazione dello stabilimento di Cassino. Anche il 2020 continua la situazione di flessione, aggravata dal fermo produttivo per il lock-down. Il 2017 aveva rappresentato l’anno della crescita dei volumi Alfa Romeo trainati dalla salita produttiva di Giulia e Stelvio, situazione che poi non è stata sostenuta dalle richieste di mercato. Nonostante lo stabilimento di Cassino siano assegnate tre vetture, la Giulia, Stelvio e Giulietta, i volumi sono ben lontani dalla sua capacità produttiva. Nei primi 6 mesi dell’anno, complice anche la situazione di lock-down sono state prodotte circa 14.000, pari al 10% della sua capacità produttiva nel semestre. L’anno precedente, che era comunque stato un anno con molta Cig la produzione nei primi 6 mesi era stata di circa 30.000 vetture. C’è molta attesa per il nuovo Suv Maserati Grecale, ma altrettanta preoccupazione rispetto al fine produzione di Giulietta. La produzione del nuovo Suv Maserati Grecale molto probabilmente non partirà sulle linee di produzione prima dell’agosto 2021. Entro 2020 finirà invece con molta probabilità la produzione della Giulietta. La parte rilevante degli investimenti partirà all’inizio 2021. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo c’è stata una riduzione di 900 dipendenti, passando da circa 4300 a 3.400 e questo non è bastato a ridurre l’utilizzo di ammortizzatori. Naturalmente gli impatti sull’indotto sono altrettanto pesanti.

FCA Melfi. Con oltre 147.355 vetture prodotte Melfi continua ad essere lo stabilimento che produce più autovetture. Naturalmente ha risentito come altri del blocco della produzione, ma con la partenza produttiva della Jeep Compass si sono riscontrati gli effetti positivi sui volumi e sull’occupazione, che nell’ultimo trimestre incideranno ancor di più. Dal 24.8.20 lo stabilimento viaggia a pieno regime. La linea 1 lavora su Jeep Compass e Renegade con Ibrido/elettrico, con 10 turni con l’effettuazione di alcuni sabati. Sull’altra linea di produzione vengono prodotte la 500x e Jeep Renegade con motori tradizionali diesel e benzina e i turni effettuati sono 20 a settimana.

Fca Pomigliano. La produzione nell’ultimo trimestre ha recuperato in parte la fase di difficoltà a seguito del blocco produttivo a causa della pandemia che aveva caratterizzato il primo semestre 2020. Nello specifico se la produzione nel primo semestre con 45.670 era al 38% di quanto prodotto nel 2019, nel terzo trimestre con 91.978 è oltre al 50% di quanto prodotto nel 2019.  L’incremento della produzione nel terzo trimestre è avvenuta in particolare grazie allo sviluppo della Panda Ibrida. Ad oggi lo stabilimento di Pomigliano occupa 4.481 lavoratori. Sono iniziati i lavori per il nuovo modello Alfa Romeo Suv Tonale. In preparazione della nuova produzione Tonale prevista nella seconda parte del 2021, sono stati completati gli investimenti in lastratura e in verniciatura. Nella ex area 147 sono in corso di rifacimento i tetti e le pavimentazioni.

Sevel – Atessa. Lo stabilimento leader di Fiat Professional continua a macinare produzione, con oltre 175.000 furgoni prodotti nei primi nove mesi. Dal 1 gennaio si è passati da 15 a 17 turni, l’obiettivo per lo stabilimento della Val di Sangro era andare oltre le 293.000 vetture prodotte nel 2019, superando quota 300.000. La pandemia e il conseguente lock-down hanno impedito il raggiungimento di questo obiettivo. Lo stabilimento è partito a pieno regime già dal 27 aprile, la prospettiva è di raggiungere quota 250.000 entro la fine d’anno.  Particolarmente significativo l’incremento riscontrato nel settore dei camper. Nelle scorse settimane sono stati assunti circa 100 lavoratori con contratto di somministrazione a tempo determinato fino al 31 dicembre, con buone prospettive di proroga. In Sevel si sta procedendo con gli investimenti, recentemente sono stati fatti interventi in lastratura e nelle aree di montaggio. Le future motorizzazioni elettriche del Ducato daranno sicuramente un ulteriore incremento ai volumi.

La paura per i nuovi contagi preoccupa l’Associazione nazionale magistrati, che parla di “carenze diffuse” e “rischi cui vengono esposti gli operatori e gli utenti”. “Mentre i dirigenti degli uffici giudiziari sono impegnati nella redazione dei progetti organizzativi triennali e per i carichi esigibili, – spiegano – la pandemia avanza nei palazzi di giustizia e le Istituzioni competenti sono a oggi silenti.”

“I magistrati italiani – dice  la giunta uscente dell’ Anm secondo quanto riporta l’Ansa  – continuano a disporre di applicativi inadatti per celebrare udienze a distanza, con reti di connessione inefficaci; la trattazione scritta è consentita solo fino al 31 dicembre, con un procedimento per di più macchinoso; mancano le annunciate dotazioni informatiche per lo smart working del personale giudiziario; magistrati, avvocati, personale amministrativo e utenti continuano a utilizzare aule e spazi inadatti a ospitare le udienze in presenza”.

“Resta irrisolta la disciplina giuridica delle assenze per quarantena di chi potrebbe efficacemente lavorare da casa. Pare in definitiva che l’esperienza della prima ondata di contagi non sia servita a programmare il futuro immediato e a immaginare misure adatte a un servizio essenziale qual è quello giudiziario”. I magistrati italiani “continuano a rendere tale servizio, senza timore di esporsi in prima persona pur di dare risposta alla domanda di giustizia”. Ma “non intendono essere identificati come responsabili delle carenze diffuse nonché dei rischi cui vengono esposti gli operatori e gli utenti a causa dell’assenza delle Istituzioni cui la Costituzione affida l’organizzazione del sistema giustizia”.