Lavoro

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Tra i vari dossier sul tavolo del premier Giuseppe Conte in merito all’emergenza Coronavirus c’è quello della scuola. A Palazzo Chigi c’è stato un vertice tra governo e sindacati per affrontare la questione. Conte vuole assicurare il ritorno a scuola degli studenti, in sicurezza, da settembre.

Plexiglass tra i banchi. La ministra Azzolina, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, ha espresso le sue idee, chiedendo: visiere invece delle mascherine anche per andare incontro alla socialità e alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici, e divisori in plexiglass tra i banchi per garantire maggiore sicurezza.

Le risorse. In questa direzione potrebbero essere utilizzati i 330 milioni di euro da dare agli enti locali entro fine giugno per la cosiddetta edilizia scolastica leggera, e gli 850 milioni per le scuole secondarie di II grado. “Nulla ci vieta di pensare che a settembre si possa tornare nelle aule come ci siamo sempre stati”, spiega Azzolina. Ma bisogna “prepararsi a vari scenari”.

“Pensare di chiudere i bimbi in classi differenziate e distanziati con il plexiglass è follia”. Così il leader della Lega Matteo Salvini a Napoli durante una conferenza stampa. “I deputati della Lega – aggiunge – sono da due giorni in aula a combattere questo decreto e in aula non ci sono Conte e il ministro dell’istruzione. Non serve il plexiglas, basta fare quello che fanno altri paesi europei, con meno ragazzi nelle classi e spazi più ampi.”

Trovare nuovi spazi. “In Svizzera, Austria, Francia, Danimarca, Belgio e Germania hanno i bimbi in classe distanziati. In Francia ci sono classi da 10 alunni per i più piccoli e da 15 per i più grandi. Di certo non vedremo più le classi pollaio ma molto meglio il doppio turno e trovare nuovi spazi. Dopo Conte – prosegue Salvini – ci sono solo le elezioni, no ai giochini di palazzo. La Lega dice che prima il governo va a casa e meglio è, spero che nessuno del centrodestra sia disponibile a sostenere altre robe strane”. È evidente che a Salvini hanno dato fastidio anche le parole di Berlusconi alla Stampa, quella disponibilità a collaborare se il premier aprirà un dialogo.

E’ ufficiale: il direttore del personale di ArcelorMittal, Arturo Ferrucci, ha inviato alle organizzazioni sindacali la comunicazione relativa alla nuova richiesta di proroga, a partire dal 6 luglio prossimo, della Cassa integrazione ordinaria (Cigo), questa volta per un massimo di 8.157 dipendenti dello stabilimento di Taranto, per “un periodo presumibile di 9 settimane”.

Il personale coinvolto, tra quadri, impiegati e operai, allo stato attuale costituisce “l’intero organico aziendale al netto della struttura dirigenziale”. L’azienda spiega di trovarsi “nelle condizioni di dover procedere a una riduzione della propria attività produttiva a causa dell’emergenza epidemiologica Covid-19 ancora in atto”, i cui effetti continuano “ad avere riflessi in termini di calo delle commesse e ritiro degli ordini prodotti, considerato altresì il blocco di parte delle attività produttive, manifatturiere, distributive e commerciali che hanno reso difficilissima, peraltro, anche la chiusura degli ordini e delle fatturazioni, visto il drastico calo registrato negli ultimi mesi dei volumi e di conseguenza delle attività produttive”.

Le ispezioni dei commissari. La società fa sapere che “nell’individuazione del personale da porre in sospensione si atterrà a criteri oggettivi derivanti dalle professionalità dei lavoratori coniugate alla quantità e alla qualità delle lavorazioni di volta in volta da eseguire”.  Intanto, la prossima settimana, precisamente l’8, 9 e 10 giugno, si terranno le ispezioni dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria nel siderurgico di Taranto di ArcelorMittal. I commissari si faranno affiancare da una squadra di tecnici esperti. Le ispezioni che avranno luogo lunedì prossimo sono quelle che sarebbero dovute cominciare il 1 giugno.