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L’ultima volta che abbiamo visto il principe William e suo fratello Harry, camminare a testa bassa uniti nel dolore, era il 6 settembre 1997, quando Londra diede il suo addio a Lady Diana.

Oggi, i due fratelli, si ritrovano ad accompagnare l’amato nonno, durante il suo ultimo viaggio, i cui funerali si sono svolti sabato mattina a Londra.
Ricordiamo come il duca di Edimburgo, durante i funerali di Lady Diana disse loro: “Se deciderete di andare, camminerò con voi”. Così infatti fece durante tutto il corteo funebre. Oggi i fratelli gli rendono omaggio camminando ancora insieme.

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William a destra, Harry a sinistra, ma divisi dal cugino per volere della regina.
Nessuna parola e nessuno sguardo complice durante la cerimonia, ma alla fine delle esequie, i due fratelli si ritrovano vicini a scambiare una chiacchierata.
Accanto a loro, Kate Middleton, che prima della faida tra i fratelli, aveva un bellissimo rapporto con il cognato. A lei la regina aveva raccomandato di cercare di mediare e riportare equilibrio e pace.

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Il doloroso evento, arriva proprio dopo l’intervista rilasciata da Harry e Meghan ai microfoni di Oprah Winfrey, dove la coppia ha confessato i motivi della rottura con i reali e ha accusato la royal family di presunto razzismo verso il colore della pelle di Archie, primogenito della coppia.

Harry, sarebbe arrivato a Londra qualche giorno prima dei funerali e sarebbe stato accompagnato al Frogmore Cottage dove viveva da single e poi dopo, con sua moglie Megan. Oggi Frogmore House è stata ceduta alla cugina, principessa Eugenia, dopo che Harry e Meghan hanno lasciato la famiglia reale.

Fu infatti proprio la cugina Eugenia, la prima a salutare Harry, per poi incontrare in un secondo momento, la regina con cui avrà avuto sicuramente un chiarimento dopo l’intervista.

Intanto le foto dei funerali, lasciano sperare in una riconciliazione tra i fratelli, vedremo se in futuro i Windsor sapranno perdonarsi e camminare ancora insieme, al di là dei loro titoli e impegni istituzionali.

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Ventinove Commissari straordinari sono stati nominati per gestire 57 opere pubbliche da tempo bloccate a causa di ritardi legati alle fasi progettuali ed esecutive e alla complessità delle procedure amministrative. Si tratta – si legge in una nota del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili – di 16 infrastrutture ferroviarie, 14 stradali, 12 caserme per la pubblica sicurezza, 11 opere idriche, 3 infrastrutture portuali e una metropolitana, per un valore complessivo di 82,7 miliardi di euro (21,6 miliardi al Nord, 24,8 miliardi al Centro e 36,3 miliardi al Sud) finanziate, a legislazione vigente, per circa 33 miliardi di euro. Il finanziamento sarà completato con ulteriori risorse nazionali ed europee, compreso il Next Generation EU .

Con i Dpcm firmati dal presidente del Consiglio dei Ministri, a seguito del parere positivo espresso dalle commissioni competenti di Camera e Senato, parte ufficialmente l’iter previsto dal decreto-legge n.76 di luglio 2020, anche se diversi Commissari hanno già avviato le attività. “In questo modo sarà possibile accorciare i tempi di realizzazione di importanti interventi infrastrutturali attesi da anni in diverse aree del Paese, soprattutto nel Mezzogiorno”, segnala la nota del MISM. I Commissari sono “figure di alta professionalità tecnico-amministrativa, immediatamente operative, scelte per assicurare la migliore interlocuzione con le stazioni appaltanti di ANAS e RFI e con le varie amministrazioni pubbliche coinvolte”. Solo in un caso, come previsto da una delibera Cipe, è stato nominato commissario straordinario il Presidente della Regione Siciliana.

“E’ un passo importante per il rilancio delle opere pubbliche in Italia. Si tratta di infrastrutture attese da tempo da cittadini e imprese, in gran parte già finanziate”, commenta il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini. “L’attuazione delle opere commissariate determinerà anche importanti ricadute economiche e occupazionali– prosegue- Considerato che una parte significativa delle opere è localizzata al Sud, ci aspettiamo impatti positivi in termini di riduzione del gap infrastrutturale tra i territori del nostro Paese. In due mesi abbiamo completato un processo che era fermo da tempo, ma ora occorre procedere velocemente all’attuazione dei cronoprogrammi e a tal fine intendo incontrare al più presto i commissari. Il ministero monitorerà trimestralmente la realizzazione delle diverse fasi, così da rimuovere tempestivamente eventuali ostacoli”.

Per quanto riguarda le tipologie di interventi soggetti a commissariamento, le infrastrutture ferroviarie hanno un valore di 60,8 miliardi, quelle stradali 10,9 miliardi, i presidi di pubblica sicurezza 528 milioni, le opere idriche 2,8 miliardi, le infrastrutture portuali 1,7 miliardi, la metropolitana 5,9 miliardi. Per accelerare la realizzazione di tali interventi, a dicembre 2020 è stato firmato con le organizzazioni sindacali un Protocollo d’intesa che prevede l’ottimizzazione dei turni di lavoro su 24 ore. Diverso è lo stato di attuazione delle infrastrutture. Per alcune opere il commissariamento consentirà di avviare la progettazione, per altre l’avvio in tempi rapidi dei cantieri. Sulla base dei cronoprogrammi disponibili, nel corso del 2021 si prevede l’apertura di 20 cantieri, cui se ne aggiungeranno 50 nel 2022 e ulteriori 37 nel 2023. La realizzazione delle opere commissariate avrà una ricaduta significativa sui livelli occupazionali: secondo una valutazione condotta da RFI e Anas, l’impatto occupazionale delle sole opere ferroviarie e stradali è valutabile in oltre 68.000 unità di lavoro medie annue nei prossimi dieci anni, con un profilo crescente fino al 2025, anno in cui si stima un impatto diretto sull’occupazione di oltre 100.000 unità di lavoro.

Quelle che vengono “sbloccate” sono opere caratterizzate da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socioeconomico a livello nazionale, regionale o locale. Alcune delle opere erano in parte già pianificate nel documento ‘Italia veloce’, allegato al Documento di Economia e Finanza 2020 e trovano corrispondenza anche nella proposta del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Tra le opere ferroviarie principali oggetto del commissariamento si segnalano: le linee AV/AC Brescia-Verona-Padova, Napoli-Bari, Palermo-Catania-Messina; il potenziamento delle linee Orte-Falconara e Roma-Pescara; la chiusura dell’anello ferroviario di Roma; il potenziamento con caratteristiche di AV della direttrice Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia. Tra le opere stradali principali rientrano: la SS Ionica 106; la E 78 Grosseto-Fano; la SS 4 Salaria e la SS 20 del Colle di Tenda; la SS 16 Adriatica; la SS 89 Garganica. I presidi di pubblica sicurezza verranno realizzati a Palermo, Catania, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, Bologna, Genova e Milano. Gli altri interventi riguardano l’Acquedotto del Peschiera e numerose dighe in Sardegna, i porti di Genova, Livorno e Palermo.

I Commissari straordinari, cui spetta ogni decisione per l’avvio o per la prosecuzione dei lavori, provvedono all’eventuale rielaborazione e approvazione dei progetti non ancora appaltati, insieme ai Provveditorati interregionali alle opere pubbliche e mediante specifici protocolli per l’applicazione delle migliori pratiche. È previsto che l’approvazione dei progetti da parte dei Commissari, d’intesa con i Presidenti delle regioni territorialmente competenti, sostituisca a effetto di legge ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta occorrenti per l’avvio o la prosecuzione dei lavori, salvo che per quelli relativi alla tutela ambientale e dei beni culturali e paesaggistici, per i quali è definita una specifica disciplina.

Per l’esecuzione degli interventi, i Commissari straordinari possono assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e operano in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto di una serie di principi e di disposizioni, tra cui quelli relativi all’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e concessioni, alla sostenibilità energetica e ambientale, al conflitto di interesse. Inoltre, un ulteriore limite è quello relativo alle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e del subappalto.

Giovannini: “Chiesto piani trimestrali ai commissari”

“Ho chiesto a tutti i futuri commissari programmi trimestrali per svolgere un monitoraggio costante e intervenire tempestivamente per aiutarli a risolvere i nodi”. Così il ministro dei Trasporti e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, intervenendo da remoto alla cerimonia per l’abbattimento dell’ultimo diaframma della Galleria Serravalle all’interno dei cantieri del Terzo valico ferroviario dei Giovi, pochi istanti dopo l’annuncio dello sblocco della nomina di 29 commissari per 57 opere pubbliche.

“Oggi, a conclusione di due mesi di lavoro intenso a sbloccare procedure incagliate, il presidente del Consiglio ha firmato il decreto per il commissariamento di 57 opere e la nomina di 29 commissari, tecnici competenti- spiega il ministro- è un segnale di accelerazione per il completamento di opere per un totale di 83 miliardi, di cui una parte molto consistente già finanziata e che vedrà forti investimenti anche nel Next generation Eu e in risorse aggiuntive del bilancio nazionale”. Giovannini sottolinea, però, che “poche opere di queste commissariate daranno immediato avvio ai cantieri perché molte sono bloccate in fase di progettazione o pre progettazione”.

– Agenzia DiRE –