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Influencer dell’influenza. Il mondo continua a pendere dalle loro labbra, la politica si è sottomessa al loro parere, hanno influenzato gli stili di vita degli italiani: i virologi sono diventati le star della pandemia. Gli indiscussi opinion maker della pandemia in questi mesi non si sono atteggiati a categoria compatta, tutt’altro. L’avvento del Covid-19, la sua gestione e le restrizioni, insieme con le attenzioni dei media, hanno dato vita a una serie di scontri tra esperti che hanno mostrato molte divergenze, culminate in veri e propri scontri personali tra gli “influencer” della pandemia.

In principio fu Pregliasco, il più “diplomatico” tra i virologi che vanta una lunga esperienza di presenze televisive. Era ancora febbraio e le prime avvisaglie del contagio iniziavano a farsi pericolosamente strada in Italia, quando Rita Gismondo, Responsabile diagnostica del Sacco aveva suscitata polemiche con la sua affermazione: “Siamo alla follia, si scambia un’infezione appena più seria per una pandemia”. La risposta di Pregliasco: “E’ un’amica ma la comunicazione è sbagliata. È saltato un elemento decisivo nella comunicazione dei cittadini. Rischiamo di non essere presi sul serio per tentare di tranquillizzare. L’iper-comunicazione ha spiazzato la comunità dove viviamo”.

Burioni contro tutti. Il protagonista indiscusso degli opinionisti medici è da tempo Roberto Burioni che non si è tirato indietro nelle principali controversi tra esperti in questi mesi. Ha usato molto meno tatto di Pregliasco nel rivolgersi alla Gismondo, definendola “la signora del Sacco”. Non è stato esente da polemiche il suo intervento a “Che tempo che fa” in cui ha affermato che in Italia il “rischio è a zero”, il due febbraio.

In tre mesi è stato al centro di varie querelle con colleghi, l’ultima è quella con Giulio Tarro, reo di aver affermato che in estate il virus perderà la sua carica. Il primario emerito Cotugno di Napoli è stato definito “due volte candidato al Nobel” dal deputato Gianfranco Rotondi. Titolo messo in discussione dal virologo del San Raffaele: “Tarro è stato candidato al Nobel quanto io a Miss Italia”. Non si è fatta attende la replica del menzionato: “Su una cosa ha ragione: lui deve fare solo le passerelle come Miss Italia, ma senza aprire bocca”. Successivamente, tramite il suo legale Carlo Taormina, il professor Tarro ha querelato il professor Burioni.

Plasmaterapia della discordia. Non si è dibattuto solo sulle tempistiche e sull’entità del virus, ci sono state contrasti tra virologi anche sulle terapie per curare il Covid-19. Su tutte la plasmaterapia, su cui la virologa ed ex deputaa Ilaria Capua ha detto: “La sperimentazione su plasma è un metodo antichissimo, usato quando non c’erano gli antibiotici e i farmaci. Si usa ancora per la rabbia, dopo il morso di un cane a una persona non vaccinata. Ma non esistono malattie a livello globale che si curano con il siero. Perché il siero, o plasma, consiste in porzioni di sangue di una persona che è guarita, quindi è un po’ come una trasfusione. Si tratta di una pratica che ha dei rischi”.

Perplessità espresse anche da Burioni. Ad entrambi ha replicato il professor Giuseppe De Donno, direttore della Pneumologia dell’ospedale Poma di Mantova, dove sta sperimentando, sembra con risultati incoraggianti, la terapia sui pazienti Covid col plasma dei pazienti guariti. “Ho sentito in questi giorni tante cose che non vanno bene. Si destina il plasma solo a pazienti che non abbiano storie di insufficienza respiratoria per più di 10 giorni. Oggi noi a Mantova abbiamo il maggior numero di pazienti nell’ambito di questo protocollo e nella nostra sperimentazione non abbiamo avuto alcun decesso tra 48 pazienti con polmoniti”.

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile. In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 31 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 233.019, con un incremento rispetto a ieri di 355 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 42.075, con una decrescita di 1.616 assistiti rispetto a ieri.

Tra gli attualmente positivi, 435 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 15 pazienti rispetto a ieri. 6.387 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 293 pazienti rispetto a ieri. 35.253 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 75 e portano il totale a 33.415. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 157.507, con un incremento di 1.874 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 20.996 in Lombardia, 5.161 in Piemonte, 3.163 in Emilia-Romagna, 1.500 in Veneto, 1.111 in Toscana, 669 in Liguria, 2.983 nel Lazio, 1.338 nelle Marche, 980 in Campania, 1.177 in Puglia, 304 nella Provincia autonoma di Trento, 986 in Sicilia, 278 in Friuli Venezia Giulia, 753 in Abruzzo*, 127 nella Provincia autonoma di Bolzano, 31 in Umbria, 185 in Sardegna, 15 in Valle d’Aosta, 144 in Calabria, 145 in Molise e 29 in Basilicata.

Si segnala che la Regione Abruzzo non ha inviato l’odierno aggiornamento dei dati relativi a isolamento domiciliare e dimessi/guariti.