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Blitz dei carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) di Milano nelle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali per anziani) e in un ospedale dalla provincia di Como. I militari dell’Arma hanno sequestrato le cartelle cliniche di 363 pazienti deceduti nei mesi della pandemia nell’ambito di un’inchiesta, avviata pochi giorni fa dalla procura della Repubblica di Como, per omicidio ed epidemia colpose, come già avvenuto in altre province lombarde e non solo.

A far scattare le indagini sono stati 26 esposti presentati dal personale sanitario delle strutture – 17 le Rsa coinvolte – e dai famigliari delle vittime di Covid-19. Per ora, l’inchiesta è a carico di ignoti. “Bene gli accertamenti nelle Rsa, serve fare luce per una sanità migliore” spiega il vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri, secondo cui “le indagini e i controlli sono essenziali alla comprensione dei fatti, della responsabilità e soprattutto della giustizia e della verità che si devono ai parenti delle vittime.”

Le indagini. “Sono dell’avviso – ha proseguito il vice ministro – che la magistratura e i carabinieri del Nas stiano conducendo un lavoro straordinario in tutta Italia e che debbano essere loro il nostro riferimento per l’acquisizione di informazioni utili alla ricostruzione dei giorni più duri della pandemia. L’esperienza del Covid-19 – conclude Sileri – ci ha insegnato che è fondamentale indagare, nel senso di comprendere e ricostruire ciò che è successo, ma anche imparare da ciò che è accaduto ed investire affinché non accada ancora”.

Il deputato Enrico Costa ha lasciato Forza Italia ed è passato ad ‘Azione’ con Carlo Calenda. Ad accoglierlo ufficializzando il passaggio di Costa verso il neonato partito è lo stesso Calenda che si dice “molto felice” per l’arrivo di Costa, primo deputato del suo movimento, con cui spiega di aver già lavorato più di un anno insieme. “E’ un solido liberale, ha fatto battaglie di giustizia che condividiamo al 100%”, ha poi aggiunto.

“Forza Italia – dice Costa nello spiegare il suo passaggio ad Azione – è nata come partito popolare di massa, ma oggi si è spenta la sua spinta propulsiva liberale perché all’interno della coalizione prevalgono le voci di forze che sono diverse. Noi dobbiamo cercare di accendere la luce dei liberali e far nascere la grande casa dei liberali, e per farlo – spiega il deputato Costa – dobbiamo avere degli interpreti come Carlo Calenda. Questo è lo spirito della mia scelta e io spero che questa mia decisione consenta a Forza Italia di fare un passo in questa direzione”.

“Ci sono due ostacoli che a mio avviso sono insormontabili per un’alleanza con Renzi: il primo è la sua appartenenza a questo governo, il secondo è il suo modo di fare politica”, ha poi proseguito il leader di Azione, Carlo Calenda secondo il quale “Renzi è quello che ha costruito questo governo. E considero inaccettabile anche il suo modo di fare politica, perché dopo averlo costruito ha cominciato da subito a bombardarlo. Noi non facciamo politica in questo modo”.

Forza Italia continua a sgretolarsi. Appena un mese fa il senatore Vincenzo Carbone ha lasciato Forza Italia per aderire al neonato partito di Matteo Renzi mentre nei mesi precedenti il partito del Cavaliere aveva già incassato ben altri 4 addii che, sommati ai due più attuali, iniziano seriamente a pesare sulla tenuta del partito azzurro suonando come un campanello d’allarme per i vertici. Ricordiamo infatti che, prima del deputato Costa e del senatore Carbone, nel maggio scorso aveva lasciato il partito del Cav per traslocare con i renziani anche il deputato siciliano, Francesco Scoma mentre invece la senatrice Elena Testor lasciava FI per passare alla Lega e il deputato Nino Germanà è confluito nel gruppo di Noi con l’Italia di Maurizio Lupi.