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Valorizzare ed incoraggiare i talenti emergenti del mondo della moda, fornire loro l’opportunità unica di confrontarsi con il mondo del lavoro e della formazione orientata all’inserimento nelle aziende: nasce con quest’obiettivo la Signore Academy promossa da Maison Signore.

Maison Signore è leader nella produzione artigianale di abiti da sposa e vanta numeri da record con i suoi oltre quarant’anni di attività nel mondo del bridal, più di duemila metri quadrati di showroom tra i vari atelier e le sue collezioni che portano alla produzione di più di duecento modelli diversi di abiti realizzati ogni anno e distribuiti in Italia e nel mondo. La Signore Academy, in collaborazione con le principali realtà della formazione nel mondo della moda, selezionerà i migliori talenti interessati a lavorare nell’industria del Bridal e offrirà un percorso formativo personalizzato.

Nell’ambito del progetto verrà lanciata la nuova edizione del contest “The Young Designers Bridal Awards”: una call per i giovani creativi che vogliono mettersi in gioco provando ad interpretare e a trasformare in bozzetti i valori e i segreti della Maison.

“E’ necessario – dichiara Gino Signore, Ceo della Maison – investire sui nuovi talenti, sulla ricchezza che possono portare in azienda, sulla forza espressiva e creativa di chi si trova ancora all’inizio del suo percorso lavorativo. Puntiamo all’ingresso in azienda di almeno venti persone nell’arco del prossimo triennio. Il grande problema oggi è avvicinare i giovani al mondo dell’altra sartoria. Un’arte e un mestiere nobile a cui bisogna restituire la giusta dignità. Anche come azienda la nostra crescita è legata alla capacità di attrarre talenti e aumentare la nostra capacità produttiva. La Signore Academy nasce come fucina di progetti e servizi che sviluppano questa idea di crescita e miglioramento reciproco: da una parte i giovani talenti e dall’altra l’azienda affermata, aperta agli stimoli e alla modernità stilistica. Il progetto ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere i talenti emergenti del mondo della moda e dar loro una possibilità di confronto, formazione, crescita professionale e visibilità offrendo loro il supporto necessario per il lancio e lo sviluppo della propria creatività e soprattutto per il loro inserimento nel mondo del lavoro”.

Ad aprile 2023 si stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27 , una diminuzione congiunturale per le esportazioni (-2,1%) e un marcato aumento per le importazioni (+13,9%). Lo rivela l’Istat in una nota spiegando che la diminuzione su base mensile dell’export è spiegata dalla riduzione delle vendite di beni di consumo durevoli (-7,8%) e non durevoli (-7,6%) e di beni intermedi (-7,2%); mentre aumentano le esportazioni di beni strumentali (+7,5%) ed energia (+4,7%). Dal lato dell’import, si rilevano aumenti congiunturali per tutti i raggruppamenti.

Nel trimestre febbraio-aprile 2023, rispetto al trimestre precedente, – spiega l’Istat – l’export diminuisce del 2,6%, per effetto in particolare delle minori vendite di beni intermedi (-6,2%) e beni strumentali (-3,8%). Nello stesso periodo, l’import segna una riduzione congiunturale (-13,4%), generalizzata e più marcata per energia (-25,6%).

Ad aprile 2023, l’export flette su base annua del 5,1% (da +6,8% di marzo). A esclusione dei beni strumentali (+10,7%), la riduzione riguarda tutti i raggruppamenti ed è più ampia per energia (-38,5%). L’import registra una flessione tendenziale del 19,5%, determinata dalla contrazione degli acquisti di energia (-37,3%), beni intermedi (-12,9%) e beni di consumo non durevoli (-8,9%).

Ad aprile 2023 il saldo commerciale con i paesi extra Ue27 è positivo e pari a +1.216 milioni (-2.711 milioni ad aprile 2022). Il deficit energetico (-5.838 milioni) – conclude l’istituto di statistica – è inferiore rispetto a un anno prima (-9.286 milioni) e l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici aumenta da 6.575 milioni di aprile 2022 a 7.054 milioni di aprile 2023.

Ad aprile 2023, l’export verso Regno Unito (-15,1%), paesi OPEC (-8,1%), paesi ASEAN (-6,3%) e Cina (-2,4%) è in diminuzione in termini tendenziali; aumentano, invece, le vendite verso Turchia (+8,5%), Giappone (+6,7%) e Stati Uniti (+6,6%).

Gli acquisti da quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27 sono in calo su base annua. Le importazioni dalla Russia registrano la contrazione tendenziale più ampia (-85,2%).