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Condivisibile l’obiettivo dichiarato dal Ministro Giorgetti di confermare, con la Nadef e la prossima Legge di Bilancio, il pacchetto di misure di decontribuzione e di tipo fiscale che hanno sostenuto i consumi e l’economia. E, con l’inflazione largamente sotto controllo, le aspettative degli operatori ben orientate e l’introduzione delle nuove regole di aggiustamento pluriennale della finanza pubblica, è auspicabile un prossimo taglio dei tassi di interesse. In ogni caso, la crescita per il 2024 resta ancora tutta da costruire, considerando che l’Italia è in buona salute ma è in una fase di rallentamento dell’economia: questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio al Def approvato dal Consiglio dei Ministri.

Sono più di 446mila i contratti di assunzione (di durata superiore ad un mese o a tempo indeterminato) programmati dalle imprese ad aprile e oltre 1,5 milioni per il trimestre aprile-giugno, con un lieve incremento di circa 3mila unità rispetto ad aprile 2023 (+0,7%) e una flessione di oltre 46mila unità sul corrispondente trimestre (-3,0%). A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Sono le piccole imprese con meno di 50 dipendenti a programmare il 64,5% delle assunzioni complessivamente previste per il mese di aprile, mentre le medie imprese nella classe 50-250 dipendenti ne programmano il 18,9% e le medio grandi imprese con oltre 250 dipendenti il restante 16,6%. Sotto il profilo settoriale l’industria, nel suo complesso, prevede ad aprile circa 121mila assunzioni (+16mila rispetto ad aprile 2023) e circa 400mila nel trimestre aprile-giugno (-6mila rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), grazie soprattutto alle entrate programmate dal comparto delle costruzioni (43mila nel mese e 143mila nel trimestre). I servizi prevedono ad aprile 325mila assunzioni (-13mila rispetto a un anno fa) e oltre 1,1 milione nel trimestre (-41mila sul 2023). Tra i servizi il flusso di assunzioni più consistente – prosegue Uninioncamere – riguarda evidentemente la filiera turistica con 105mila contratti da attivare ad aprile e 391mila entro giugno. Seguono commercio (oltre 63mila nel mese e 207mila nel trimestre) e servizi alle persone (45mila nel mese e 173mila nel trimestre).

Ad aprile è difficile da reperire il 47,8% del personale ricercato dalle aziende (in linea con i valori dei primi mesi del 2024 e +2,6 p.p. rispetto a un anno fa). Tra le figure di più difficile reperimento il Borsino delle professioni del Sistema Informativo Excelsior evidenzia: gli ingegneri (62,5% di difficile reperimento) e analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni (55,7%) per le professioni ad elevata specializzazione; tecnici in campo ingegneristico (70,0%) e tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (66,2%) per il gruppo delle professioni tecniche; addetti agli sportelli (51,7%) per le figure impiegatizie; le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (55,3%) e operatori per la cura estetica (55,1%) per le professioni qualificate nei servizi; fabbri costruttori di utensili (78,9%), operai specializzati del tessile-abbigliamento (70,9%) e operai alle macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche (60,4%), per quanto riguarda i gruppi degli operai specializzati e dei conduttori di impianti.

Rilevante la domanda di lavoratori immigrati: circa 88mila assunzioni programmate nel mese, pari al 19,8% del totale. I settori economici che hanno maggiore necessità di manodopera straniera sono quelli dei servizi operativi di supporto a imprese e persone (il 34,4% delle assunzioni), servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (30,3%), costruzioni (28,6%), metallurgia (21,2%) e legno-arredo (20,1%). A livello territoriale si evidenzia, infine, come il flusso delle entrate previste ad aprile nelle regioni del Nord risulti in crescita rispetto allo stesso mese del 2023 (+12mila unità per il Nord Ovest e + 11mila per il Nord Est), a fronte di una tendenza negativa per il Centro e il Mezzogiorno (-9mila e -11mila).