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Ideato e avviato in partnership con Accenture Italia, Fondazione Conad Ets, Fondazione Vodafone Italia, The Human Safety Net, Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, ReadyForIT vuole agevolare l’ingresso sul mercato per le fasce economicamente e socialmente più fragili con lo scopo di valorizzarne il potenziale.

Il programma offre a NEET, rifugiati e migranti percorsi formativi di 3-6 mesi per sviluppare competenze in Data Analytics, Cybersecurity e sviluppo Web/Mobile, al fine di colmare un gap di circa 400mila professionalità mancanti in Italia, necessarie per la digitalizzazione del Paese. Avviato nei primi mesi del 2022, il progetto ha già coinvolto oltre 600 studenti (70% NEET e 30% migranti e rifugiati provenienti principalmente dall’Afghanistan) evidenziando un tasso di occupazione del 70%, grazie a più di 1 milione di euro messi a disposizione dalle Fondazioni.  

Il progetto – Target e obiettivi

ReadyForIT è il programma promosso da Fondazione Italiana Accenture ETS con l’obiettivo creare opportunità di lavoro concrete e mirate sulle competenze IT, tra le più richieste dal mercato del lavoro, rendendole accessibili alle fasce economicamente e socialmente più fragili come NEET e giovani rifugiati e migranti.

Il programma intende valorizzarne il potenziale favorendone l’integrazione professionale e generando inclusione finanziaria e sociale.

A fronte di circa 400 mila posti di lavoro vacanti in Italia per mancanza di competenze, in particolare in ambito IT, il programma ReadyForIT offre a NEET, rifugiati e migranti percorsi formativi di 3-6 mesi in grado di rispondere alle sfide del futuro e facilitarne l’inclusione nel tessuto lavorativo e sociale del Paese, attraverso lo sviluppo di competenze in Data Analytics, Cybersecurity e sviluppo Web/Mobile.  

Il progetto, reso possibile da una ampia e prestigiosa rete di partner tra cui Fondazione Vodafone Italia, The Human Safety Net, Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore e Fondazione Conad ETS, rispecchia in pieno la missione di Accenture e della sua Fondazione, che credono nella tecnologia come leva per rispondere a precise urgenze sociali, e per questo è costantemente impegnata nel valorizzare e supportare la crescita personale e professionale dei giovani attraverso una vasta gamma di iniziative e programmi.

ReadyForIT è stato avviato nei primi mesi del 2022, e ha già coinvolto oltre 600 studenti (70% NEET e 30% migranti e rifugiati provenienti principalmente dall’Afghanistan) evidenziando un tasso di occupazione del 70%, grazie a più di 1 milione di euro messi a disposizione delle Fondazioni in qualità di ‘investitori in capitale umano’.

Il contesto

In Italia c’è forte carenza di professionisti qualificati nel settore IT. Al tempo stesso, nel 2020 il 25,1% dei giovani italiani tra i 15 e i 34 anni rientrava nella categoria NEET*.

A ciò si aggiunge il flusso di oltre 66mila migranti che nel 2021 sono arrivati in Italia (+97% rispetto al 2020), molti dei quali con un elevato livello di istruzione, con esperienze di lavoro pregresse e determinati ad avviare un percorso professionale nel nostro Paese.

NEET e migranti potrebbero quindi rappresentare una risposta e una soluzione alla mancanza di competenze IT in Italia, permettendo la scoperta e la valorizzazione di talenti che spesso restano sommersi.

Come funziona

Dopo un’accurata selezione delle candidature, il programma offre ai partecipanti – che devono trovarsi sul territorio italiano e avere un’età compresa tra i 19 e i 35 anni – attrezzatura di base, percorso di formazione informatica online (in italiano e inglese), tutoraggio individuale da parte di professionisti esperti, e supporto nel processo di inserimento lavorativo.

A disposizione, se necessario, anche la licenza Rosetta Stone per il miglioramento della lingua italiana.

Il percorso formativo prevede due livelli:

  • Corso di Livello I – corso di 3 mesi, gratuito per gli studenti, caratterizzato da media complessità tecnologica, prevede la preparazione alla professione IT Support e Cybersecurity, molto focalizzato su coaching e tutoraggio motivazionale, nonchè alla preparazione per i colloqui di lavoro. Il corso di Livello I è erogato da Academy Rapido;
  • Corso di Livello II  – corso di 3-6 mesi, permette di approfondire e diversificare la preparazione IT in ambito Cybersecurity, Data Analytics, Sviluppo web/mobile. Previa selezione, il corso è accessibile anche direttamente, senza avere frequentato il Livello I. Le Fondazioni erogano agli studenti prestiti (capitale paziente, che non prevede interessi) per coprire il costo del corso, attraverso lo strumento ISA-Income Share Agreement sulla piattaforma di Talents Venture. I corsi di Livello I sono erogati da Develhope ed altre importanti tech academy;

L’elemento innovativo: l’ISA – Income Share Agreement

L’ISA – Income Share Agreement per garantire il sostegno economico agli studenti che intendono frequentare i corsi di Livello II rappresenta l’elemento innovativo nonché il punto di forza del progetto.

Attraverso gli ‘investitori in capitale umano’ che hanno creduto in questo strumento e lo hanno voluto avviare in Italia – Fondazione Vodafone Italia, The Human Safety Net, Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore – gli studenti ricevono le risorse finanziare necessarie, ancorchè vincolate,  per sostenere il corso da loro scelto, che rimborseranno in base al successo futuro.

L’ISA, gestito sulla piattaforma progettata e realizzata da Talents Venture, rappresenta quindi uno strumento di sostegno economico agli studenti in condizioni di fragilità economica, che prevede la restituzione di quanto ricevuto senza l’applicazione di interessi, ed è basato sul modello “pay for success” poichè il rimborso è condizionato alla posizione lavorativa e al reddito raggiunto.

Fondamentale il contributo di Fondazione Conad ETS che offre agli studenti più meritevoli, la spesa alimentare attraverso carte prepagate.

Lo studente – una volta terminati gli studi – si impegna infatti a restituire una piccola percentuale del proprio reddito (max 10%) per un periodo di tempo limitato (circa 48 mesi) e comunque fino a un importo massimo concordato. Nel caso in cui lo studente non trovasse un’occupazione o il suo reddito risultasse inferiore a un importo minimo prestabilito, potrà non rimborsare il capitale ricevuto.

Attraverso l’ISA, ReadyForIT ha già finanziato circa 180 studenti, alcuni dei quali hanno già iniziato il processo di rimborso, confermando il potenziale dello strumento in termini di valenza educativa, di sostenibilità finanziaria, di approccio data-driven per il monitoraggio dei risultati occupazionali.

Per ulteriori informazioni: https://readyforit.it

Arriva la tassazione agevolata al 5% sulle mance destinate a camerieri, baristi e al personale di ristoranti e alberghi. La misura è contenuta nella manovra, e per la ministra del Turismo Daniela Santanchè – che l’ha proposta – servirà a far emergere il nero “più facilmente”. E poi perchè “l’Italia le tassa più di tutti gli altri Paesi”. La normativa finora funziona così: le mance vanno denunciate e tassate secondo il proprio reddito. Ma dal 1° gennaio del 2023, si cambia.

Dal bar all’albergo di lusso

Ovviamente c’è una bella differenza tra il ‘piattino’ sul bancone del bar con le monetine che spesso sono il resto del caffè, e le laute mance che girano negli alberghi a quattro e cinque stelle. Tanto per avere un’idea, di questo tema si discute nelle aule dei tribunali da anni. La Cassazione un anno fa si è pronunciata sul ricorso di un consierge della Costa Smeralda che aveva accumulato 80 mila euro di mance e non voleva pagarci l’Irpef. La Corte però ha dato ragione all’Agenzia delle entrate, le mance vanno tassate nell’ambito del proprio reddito da lavoro.

La mancia sul POS

Inoltre, la bozza della legge di bilancio stabilisce che la tassazione agevolata sulle mance si applica anche attraverso mezzi di pagamento elettronici. In questo caso, i soldi finiscono nell’incasso del datore di lavoro che poi li gira a sua volta nella busta paga dell’impiegato. Non si capisce dove sia l’incentivo a pagare con la carta o il bancomat, visto che sempre nella legge di bilancio il governo ha abolito le multe verso i commercianti che non hanno il pos.

Il problema del nero resta

La norma prevede che la detassazione agevolata sia rivolta ai lavoratori che abbiano avuto un reddito nell’anno precedente fino a 50 mila euro, e la quota soggetta all’aliquota del 5% non deve superare il 25% del reddito percepito per le relative prestazioni di lavoro. Questa legge però non sembra sciogliere il nodo del nero, anzi. C’è qualcuno che addirittura prevede un’impennata delle mance, il che permetterebbe al datore di lavoro di pagare “legalmente” una parte della retribuzione fuori della busta paga, e al lavoratore di ottenerla con una tassazione più bassa. Per intenderci, un cameriere con un contratto da mille euro, da gennaio potrebbe ricevere 800 euro in busta paga e gli altri 200 come introiti provenienti dalle mance. Il risparmio sarebbe sia per il datore di lavoro, che per il dipendente.

Come funziona all’estero

In Europa, soprattutto nei Paesi del nord Europa, la mancia si paga con la carta e il bancomat. Quando si va alla cassa per saldare il conto si indica direttamente sul pos o la percentuale del totale che si vuole destinare al servizio, oppure la cifra in valori assoluti. In Francia, ad esempio, Macron ha detassato solo le mance pagate con mezzi elettronici.

– Agenzia DiRE –