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Buone nuove notizie da Wuhan: dal 14 maggio al 1° giugno, infatti, si sono registrati zero casi positivi al Coronavirus su 10 milioni di tamponi effettuati. Sull’intera città sono stati disposti tamponi per verificare la situazione epidemiologica che ha riscontrato solo 300 casi asintomatici, al momento tenuti sotto osservazione, ma senza preoccupazione.

Il fattore di contagio è inferiore allo 0,3, e i 300 casi asintomatici sono stati messi in quarantena insieme alle altre 1.174 persone con cui sarebbero entrate in contatto a scopo precauzionale. Lo scorso 14 maggio è partita la campagna dei test a tappeto, con l’obiettivo di rassicurare le aziende e le scuole nell’ottica di una riapertura sicura, evitando che potessero insorgere nuovi focolai sparsi in diverse zone dell’intero paese.

La commissione sanitaria all’inizio aveva garantito che i test sarebbero stati liberi e volontari, ma il vice sindaco di Wuhan, Hu Yabo, ha fatto sapere che gli oneri coperti dalla municipalità sarebbero stati quantificati con una cifra di circa 900 milioni di Yuan (126,58 milioni di dollari). Nessun caso d’infezione è stato trovato, ma 300 asintomatici, i soggetti positivi al virus, ma che non mostrano sintomi della malattia, sono stati messi in quarantena con le oltre 1.100 persone con cui sono venute a stretto contatto nelle ultime settimane. Queste ultime, ha precisato Lu Zuxun, professore del Tongji Medical College, parte della Huazhong University of Science & Technology, hanno dato un esito negativo.

Ha fatto clamore la protesta di piazza dei Gilet Arancioni dell’ex generale Antonio Pappalardo, saliti alla ribalta sabato 30 maggio per una serie di manifestazioni di piazza in piena emergenza coronavirus, che si sono svolte in 29 città italiane tra cui Milano, Torino, Napoli e Roma.

La manifestazione più partecipata è stata quella di Milano, una delle città più colpite dal coronavirus, alla quale ha preso parte anche Pappalardo. “Migliaia e migliaia di cittadini che hanno rialzato la testa” ha detto.  La scesa in piazza dei Gilet Arancioni ha provocato però anche grandi polemiche: oltre alle ironie sulle idee dell’ex generale come quella del Covid-19 che si curerebbe con lo yoga tanto che un suo “amico di Bergamo” sarebbe la dimostrazione, degli assembramenti del genere in tempo di coronavirus sono stati etichettati come delle incoscienze visto che in pochi indossavano la mascherina.

Chi è Antonio Pappalardo. Un ex generale dei Carabinieri in congedo che dal 1992 al 1994 che è stato deputato eletto come indipendente tra le file del Psdi, per passare poi ad Alleanza Nazionale senza però essere rieletto. Dopo una serie di passaggi in diversi altri partiti, a seguito dell’esperienza dei Forconi nel 2016, Pappalardo ha fondato il Movimento Liberazione Italia, con l’obiettivo di ridare il potere al popolo sovrano togliendolo al Parlamento in quanto questo sarebbe abusivo.

Cosa vogliono i gilet arancioni. “Non avremo pace – ha dichiarato Antonio Pappalardo in una sorta di giuramento al momento della nascita dei Gilet Arancioni – finché non si saranno rotte le catene che ci opprimono per volontà dell’Europa dei burocrati e delle multinazionali”. Alla base delle richieste di Antonio Pappalardo c’è l’azzeramento del governo e del Parlamento in quanto “abusivi”.

Il Covid non esiste.’ Con lo scoppio dell’emergenza coronavirus, il movimento ha assunto una posizione quasi negazionista con le vittime del Covid-19 che sarebbero “poche decine”, mentre le mascherine sarebbero da boicottare in quanto “simbolo del complotto internazionale”.“Il Covid non esiste – ha spiegato Pappalardo al Corriere della Sera – È un’invenzione. Un bluff organizzato. Vogliono terrorizzarci, chiuderci in casa e instaurare un nuovo ordine mondiale”.

Abbracciatevi tutti’. “Io non conto niente, è il popolo che comanda. Popolo, uscite dal guscio, scendete in piazza, ribellatevi. Noi siamo qui per votare subito un nuovo Parlamento e chiediamo una nostra moneta nazionale” dice Pappalardo, dal palco della manifestazione allestita a piazza del Popolo a Roma – . Abbracciatevi tutti. Dice che se vi abbracciate potete prendere il coronavirus, vediamo se viene. Me li curo da me i polmoni, già ci sono ricoveri delle persone per aver indossato la mascherina troppo tempo. Ci sono 7 virologi che hanno inviato una diffida al governo”.

‘No con Salvini e Meloni.’ Il leader dei gilet arancioni ha voluto ribadire le differenze con le altre forze politiche. “Non se ne parla proprio di avere a che fare con Giorgia Meloni e Matteo Salvini. D’altronde se Conte imperversa è anche perché Salvini e Meloni dormono” ammette ad Affaritaliani dimenticando che sono in primis Lega e FdI a voler dissociarsi dai gilet, visto e considerato che non solo non c’entrano nulla, ma non condividono neppure la violenza con cui Pappalardo e compagni hanno manifestato in Piazza del Popolo. 

Ma c’è anche chi li associa al M5S. Pappalardo replica così: “Nulla a che fare con il Movimento Cinque Stelle a cui hanno cercato di assimilarci. Il M5S è nato a tavolino, non scherziamo. Noi, invece, siamo una federazione di movimenti spontanei, popolari”. Unico obiettivo? “Vogliamo la fine del governo Conte, una nuova  legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere liberamente i propri candidati, senza liste bloccate. E, infine, chiediamo la lira come moneta parallela”.