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“Piena fiducia” nell’operato di tutto il Consiglio Nazionale dell’Ordine, presieduto da Rosario De Luca, “che sta rappresentando in modo altamente qualificato l’intera Categoria” con l’invito a proseguire “nella propria azione propulsiva a tutela dell’Ordinamento, della Legge n. 12/1979 e delle successive norme che regolano l’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e che hanno creato l’alta specializzazione oggi posseduta”. A ribadirlo i Presidenti dei Consigli provinciali dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, riuniti oggi a Roma in Assemblea, con una mozione approvata all’unanimità. I dirigenti territoriali, in rappresentanza dei 27 mila iscritti che gestiscono 11 milioni di lavoratori dipendenti e indipendenti, hanno preso le distanze “da qualsiasi tentativo di aggressione, mediatico e non, alle competenze acquisite con impegno e disponibilità a elevare il proprio livello di specializzazione e a svolgere funzioni sussidiarie per contribuire al miglioramento del sistema-Paese”. Ma hanno anche rinnovato la loro “piena adesione ai valori fondanti della Categoria, che da sempre persegue il lavoro etico, regolare e sicuro con azioni concrete di diffusione della cultura della legalità”. L’ultimo passaggio della mozione è dedicato ai giovani Consulenti e al futuro della professione. I Presidenti provinciali hanno, infatti, impegnato il Consiglio Nazionale a continuare a dare attuazione a politiche in favore dei nuovi iscritti, puntando sull’aggregazione e la multidisciplinarietà anche
tramite l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

Con la circolare n. 41 del 5 marzo 2024 l’INPS chiarisce che l’esonero in oggetto spetta a quei datori di lavoro privati che assumono – nel triennio 2024-2026 – donne disoccupate vittime di violenza, beneficiarie della misura denominata “Reddito di libertà” (art. 105-bis del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77).

Nel dettaglio, sono coinvolte:

  • Le assunzioni a tempo indeterminato, per la durata di 24 mesi;
  • Le assunzioni a tempo determinato, per la durata di 12 mesi (ossia per la durata del rapporto di lavoro fino a un massimo di 12 mesi);
  • Le trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto di lavoro a tempo determinato, sia già agevolato che non agevolato, per la durata di 18 mesi a partire dalla data dell’assunzione a tempo determinato.