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Incassata la debacle elettorale delle Regionali, il Movimento 5 stelle con i suoi esponenti di spicco, fa i conti con la crisi che sta attraversando la compagine grillina e, da Fico a Di Battista, ammettono la sconfitta e auspicano una nuova fase per il Movimento.

Alessandro Di Battista ci va giù pesante e non risparmia parole dure nel commentare la disfatta del Movimento 5 Stelle che alle regionali, dice, ha incassato “la più grande sconfitta nella storia”. Così, uno dopo l’altro Di Battista smonta quanti celebrando il successo del ‘Sì’ al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, cercando di offuscare, invece, il risultato palesemente negativo delle regionali: “E’ un risultato bellissimo ma viene da chi il Movimento lo odia, questo eccesso di esultanza è fuorviante”. Un affondo implicito contro l’ex capo politico del Movimento, quindi, ma anche un modo, quello di Di Battista, per attaccare chi punta ancora ad un’alleanza con i dem: è “sbagliato continuare a parlare di alleanze, i temi ora sono un’innegabile crisi d’identità del Movimento” e la “fine di un sogno in cui in tanti hanno creduto”. Quello che serve ora per risollevare le sorti del Movimento che altrimenti rischia di sparire sono “gli Stati generali, serve una nuova agenda per uscire dal buio e ricostruire una comunità, non possiamo mettere la polvere sotto al tappeto”, ha aggiunto Di Battista sottolineando come i 5 Stelle abbiano “perso dovunque: da soli e in alleanze”.

Anche Roberto Fico ammette la sconfitta. Solo pochi minuti dopo, sulla sconfitta del Movimento 5 Stelle è intervenuto anche il presidente della Camera, Roberto Fico che ha ribadito, anch’esso, che la crisi del Movimento 5 Stelle è innegabile: una crisi che “dura da troppo tempo” e a cui si deve porre rimedio il prima possibile e attraverso un confronto, un percorso di vero cambiamento. Una riflessione che non può esaurirsi alla futura leadership, sia essa collegiale o individuale, nè tanto meno trasformarsi in una “guerra tra bande”, dove prevalgano “personalismi o egoismi”. Al contrario, serve ripartire dall’identità stessa del Movimento, quindi, dai temi identitari, come l’acqua pubblica, la riforma della Rai, il conflitto di interessi. Per Roberto Fico “la crisi non è “colpa di una sola persona, ma la responsabilità delle colpe e dei meriti è collettiva. No a guerre per bande e a personalismi. Serve una governance collegiale. E io sono sempre disposto a dare una mano”, ha aggiunto il presidente della Camera.

Drastica sulle sorti del Movimento è la senatrice grillina, Barbara Lezzi per cui “Il M5S non rischia la scissione, rischia di scomparire”. L’ex ministro per il Sud nel governo gialloverde, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ ha ribadito che “il problema non sono le alleanze. Abbiamo perso in Puglia, in Campania. Basta guardare la Liguria e alcuni Comuni: la sconfitta riguarda solo il M5S. Bisogna ammetterlo: è stato un disastro. Abbiamo perso ovunque. E tanto. Il 70% che ha votato sì al referendum – sottolinea Lezzi – non ha votato per noi”. Quanto alle responsabilità, la senatrice grillina punta il dito contro la scarsa organizzazione: “C’era un anno intero. Certo, c’è stata l’emergenza Covid, ma questo non giustifica il ritardo” nell’organizzazione. Non credo che Crimi abbia colpe, lui ha fatto un buon lavoro in un momento concitato, mentre – aggiunge l’ex ministro riferendosi a chi ha ha criticato Crimi per la preparazione del Movimento alle regionali, prosegue – Di Maio non dice come le avrebbe organizzate” lui. “Ma la responsabilità non è sempre di qualcun altro. Nelle riunioni tra i vertici, – sottolinea Lezzi – Vito non è mai mancato”.

Avvio positivo per le Borse europee. Francoforte segna +1,13% con il Dax a quota 12.737 punti. Parigi è a +1,08% con il Cac 40 a quota 4.824 punti. Londra registra invece un +0,96% con il Ftse 100 a 5.885 punti. Occhi puntati sui bollettini dei contagi, che mostrano situazioni sempre più critiche in alcuni Paesi come Francia e Spagna. Il timore dei mercati è che si vada verso nuove forme di blocchi delle attività, penalizzando ulteriormente l’economia. Anche perché è chiaro a tutti che il vaccino si farà attendere, rispetto alle speranze di qualche tempo fa.

A Piazza Affari sale St in scia al Nasdaq ma anche le utility con Snam e Terna; prosegue anche il rally di Fca mentre in coda al listino ci sono Diasorin nonostante il nuovo accordo in Cina, Unicredit ( ancora debole sulle ipotesi di un deal Mps) e Atlantia cdebole sul nuovo intervento del Governo nel riassetto di Aspi che chiede un ruolo di Cdp nell’operazione. Sul resto del listino balza Trevi dopo i conti trimestrali in crescita.

Segno meno in chiusura per la Borsa di Tokyo che dopo il lungo week end di festività si ritrova ad avere a che fare con i timori per possibili nuove chiusure e lockdown a causa dell’aumento dei contagi. Sotto pressione i titoli ciclici e il comparto auto, che potrebbero soffrire nuovamente il calo della domanda, mentre si sono salvati quei settori che potrebbero beneficiare di un possibile lockdown, come le società Internet o del gaming online.

Lo spread di oggi ha avuto un nuovo calo in apertura, dopo essere andato in discesa dalla giornata di ieri post-voto, a 135 punti base. Il rendimento dei titoli di Stato a dieci anni è sceso allo 0,84%, dopo essere rimasto intorno all’1% per alcune settimane.